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Gino Giorgetti -
Venerdì 12 Settembre 2008 alle 12:56

Rilasciato il 5 Maggio 1992 dall’id Software, viene comunemente identificato come il primo sparatutto in prima persona, anche se il genere non ebbe grande successo fino all’uscita di Doom prodotto dalla stessa software house.
Il gioco si svolge durante la seconda guerra mondiale nel castello di Wolfenstein dove il protagonista, William Joseph Blazkowic (nel gioco chiamato semplicemente William B.J.), un soldato americano, è stato incarcerato e dal quale cercherà di scappare, armato inizialmente solo di coltello e pistola.
Il gioco si snoda per una serie di labirinti e stanze dove e possibile anche trovare armi, munizioni e kit di primo soccorso. Inizialmente suddiviso in tre episodi in seguito ne vennero aggiungi altri tre. Ogni episodio si conclude con lo scontro finale con il Boss di fine livello.
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Gino Giorgetti -
Giovedì 4 Settembre 2008 alle 16:39

Disponibile per qualsiasi console di gioco e per tutti i sistemi operativi, con l’avvento delle nuove tecnologie è sbarcato, e con successo, anche sui telefonini e sugli iPod. Creato nel 1985 da “Aleksej Pazitnov”, mentre lavorava per l’Accademia delle Scienze di Mosca è certamente uno dei giochi più famosi al mondo.
Gioco di logica e ragionamento ebbe grande diffusione sul finire degli anni ‘80. I pezzi del Tetris, chiamati tetramini, sono tutti composti da 4 quadratini che in diverse disposizioni ricreano sette lettere dell’alfabeto; I, J, L, O, S, T e Z.
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Savio Bellini -
Mercoledì 2 Luglio 2008 alle 14:41

Nel 1989, avviene una piccola rivoluzione: il mondo dei videogiochi cambia e diviene “portatile”.
Il cambiamento è dovuto a tante case dai nomi altisonanti come Atari, Sega, Neo Geo… e una certa Nintendo che, allora come oggi, riesce a capire il mercato che la circonda, dopo essersi già distinta all’inizio degli anni ‘80 per la propria produzione di piccole console portatili.
Prima del 1989, quelle che vennero messe in commercio non erano delle vere e proprie console portatili. In gran parte dei casi ci si trovava di fronte a varie luci fisse a schermo e un soggetto in basso che scorreva a destra e sinistra.
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Mauro Di Gregorio -
Venerdì 27 Giugno 2008 alle 08:55

L’Intellivision era la console con cui la Mattel cercò, nel 1980, di imporsi sul nascente mercato dell’intrattenimento videoludico, provando a far concorrenza all’Atari 2006, allora leader incontrastato.
Tutto iniziò nel 1977, quando a Richard Chang, capo dipartimento della sezione design e sviluppo dei giocattoli Mattel, venne l’idea di produrre una console per videogiochi. I vertici aziendali erano riluttanti all’idea di competere con la console di casa Atari, prevedendo un flop. La Mattel allora ripiegò momentaneamente sul più modesto obiettivo di produrre giochi elettronici, molti dei quali si rivelarono un successo. Dopo questa breve pausa il progetto dell’Intellivision ripartì e la macchina comparve sugli scaffali dei negozi di Fresno, in California, nel 1979 con quattro videogiochi: Poker & Blackjack, Math Fun, Armor Battle e Backgammon.
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Savio Bellini -
Venerdì 20 Giugno 2008 alle 07:58

Quando viene prodotto un nuovo componente hardware, e viene dotato delle migliori tecnologie tali da renderlo superiore alla concorrenza, ci si aspetterebbe di trovarsi di fronte a un successo.
E invece la storia insegna che i videogiochi sono un campo particolare, e non sempre il migliore è colui che vince sulla carta.
Ecco in estrema sintesi la storia della console portatile Lynx prodotta da Atari nel 1989.
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Gino Giorgetti -
Mercoledì 18 Giugno 2008 alle 13:10

I Bros, appunto Mario e Luigi, sono certamente la coppia di eroi dei videogame più famosa in assoluto. Baffoni neri, naso e mento pronunciati mostravano una loro origine italo-americana, pare anzi che il nome Mario derivi appunto da quello del proprietario, italo-americano, dello stabile in cui aveva sede la Nintendo, in America, agli inizi degli anni ‘80.
Ma forse le cose non sono andate proprio così, infatti, fatta eccezione per il nome, l’aspetto di Mario e Luigi non è una scelta stilistica ma è dovuto a necessità tecniche dell’epoca. A quell’epoca la tecnologia e le prestazioni delle console di gioco non erano tali da permettere un buon dettaglio di personaggi e paesaggi, per questo motivo la Nintendo utilizzò gli enormi baffoni e le le basette per mettere in rilievo il naso e le orecchie. Anche il berretto non era li per caso ma per evitare di dover pensare al movimento dei capelli, e anche la salopette serviva per semplificare il lavoro e rendere maggiormente visibile i movimenti delle braccia e del tronco.
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