Digital Audio Tape: quando il flop lo comandano le multinazionali

Sony Digital Audio Tape, DAT

Lanciato sul mercato nel 1987 dalla Sony, il Digital Audio Tape, conosciuto anche come DAT, fu un’innovazione nel mondo della registrazione audio.

Supporto a nastro magnetico, contenuto in una custodia in plastica simile a una comune audiocassetta, registrava in digitale, senza alcuna compressione del segnale in input.

La custodia in plastica di dimensioni ridotte (solo 7,3 cm x 5,4 cm x 1,05 cm) poteva contenere sino a 120 metri di nastro magnetico da 1/8″ (per 240 minuti di registrazione). La frequenza di campionamento andava dai 32 ai 48 kHz a 16 bit di quantificazione e, sommata con l’assenza di compressione, rendeva la riproduzione molto più fedele di qualsiasi altro supporto in circolazione.

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U-Matic, prima ancora del Betacam

sony u-matic

Fu concepito nel 1969 e un paio di anni più tardi, nel 1971, Sony lanciò i primi modelli di videoregistratori professionali U-Matic, un formato analogico usato per la riproduzione su nastro magnetico contenuto in videocassette, predecessore d’eccellenza del futuro Betacam (1982).

U-Matic fu un prodotto brevettato inizialmente da Sony ma standardizzato con la collaborazione di National Panasonic, JVC, Hitachi e altre aziende non nipponiche, anch’esse operanti nel medesimo settore, e la sua destinazione commerciale non era rivolta ad un pubblico qualunque ma fortemente orientato al settore professionale: possiamo tranquillamente affermare che fu largamente utilizzato per decenni dalle televisioni private e pubbliche, locali e non, prima di esser sostituito dal Betacam e dalle più moderne apparecchiature.

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PlayStation, l’avvento di un mito

PlayStation

La PlayStation è certamente una delle console di gioco più diffuse al mondo, quando venne lanciata sul mercato, nel 1994 (nel solo Giappone), fu una vera rivoluzione nel campo video ludico.

Sviluppata dalla Sony Computer Entertainment il progetto prese il via ben 8 anni prima del rilascio. Sembra strano a dirsi, ma il merito, nel bene e nel male, della nascita della PlayStation è da attribuirsi ad una idea della Nintendo.

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Sony Mavica, la fotocamera a floppy disk

sony mavica

La fotografia digitale nacque dall’esigenza di dover abbattere i limiti della pellicola; infatti la ricerca del settore volse proprio in questa direzione quando, nel 1975, si sviluppò un primo prototipo di macchina fotografica concettualmente digitale che non richiedeva l’utilizzo del rullino.

Pochi anni dopo, la sperimentazione di nuove tecnologie portò Sony ad utilizzare un supporto di memorizzazione magnetico all’interno della macchina fotografica, quindi sviluppare un primo modello di fotografia quasi completamente digitale, in quanto le immagini venivano trattate ancora analogicamente (proprio come un qualunque televisore dell’epoca).

Nell’agosto del 1981 fu sviluppata la Sony Mavica, che conobbe notevoli miglioramenti in tutto l’arco della sua “tecnovita” (dai floppy disk, ai CD e infine alle memory stick), giungendo con gli ultimi modelli fino ai primi anni del nuovo millennio.

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Il MiniDisc di Sony, una tentata rivoluzione

MiniDisc Sony

Il walkman e le audiocassette rappresentarono un successo strepitoso per la casa nipponica Sony negli anni ‘80, ma non fu altrettanto per ciò che fu designato come loro naturale successore: stiamo parlando dei MiniDisc.

Il MiniDisc è un supporto di memorizzazione audio magnetico-ottico notevolmente più piccolo del CD-ROM, lanciato nel mercato nel 1992 da Sony, dalla capienza di circa 145 MB e totalmente riscrivibile.

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Betamax vs Vhs e la sconfitta di Sony

betamax

Di recente abbiamo assistito alla sconfitta di HD-DVD di Toshiba nella guerra contro Sony e il suo Blu-ray, nel settore dell’alta definizione.

Proprio Sony fu protagonista nella metà degli anni ‘70 di un’altra vicenda analoga nel settore audiovisivo, dalla quale, però, ne uscì sconfitta: stiamo parlando della lotta tra Betamax e VHS.

Il Betamax di Sony, lanciato sul mercato nipponico il 1 giugno del 75, rappresentò il primo supporto di videoregistrazione domestica della storia e utilizzava videocassette leggermente più grandi delle audiocassette, ma più piccole rispetto a quelle create per il VHS.

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Net Yaroze ovvero la PlayStation programmabile

Net Yaroze

Sicuramente conoscerete la PlayStation, la console a 32 bit della Sony.

Ma in pochi sanno che per 750 dollari era disponibile un kit per programmatori chiamato Net Yaroze, il quale conteneva una speciale console colorata di nero, un manuale, il software per programmare la console con la possibilità di utilizzare i giochi di qualsiasi versione.

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Il sogno infranto del Dreamcast

Sega Dreamcast

Il Dreamcast era la console di casa Sega progettata per rivoluzionare il mondo dell’intrattenimento casalingo. Si trattava di una macchina potente e dalle enormi potenzialità, ma destinata ad essere annoverata fra i più grandi flop tecnologici della storia.

Uscita in Giappone nel 1998, presentava un assetto hardware impensabile per l’epoca: un muscoloso cuore a 128 bit, contro i “miseri” 32 della Playstation. Era anche predisposta per il collegamento al Web e l’invio di email e presentava un catalogo di periferiche davvero imponente: tastiere, pistole, joystick, volanti e pedane per la danza. Interessante anche la possibilità di scaricare aggiornamenti per i giochi. Portando il marchio Sega poteva anche sfruttare un parco titoli praticamente illimitato, comprendente nomi che hanno fatto la storia dei videogames: Shinobi, Out Run, Altered Beast, Wonder Boy, Sonic e molti altri. Con simili presupposti il successo sarebbe dovuto essere assicurato, no?

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Il flop di HD-DVD

Toshiba HD-DVD

Nonostante un ottimo inizio, come dimostra il grafico più in basso (rosso = HD-DVD, blu = Blu-Ray), Toshiba si vede costretta a levar momentaneamente le tende dal mondo dell’alta definizione.

Infatti, lo standard HD-DVD, di cui la casa nipponica ne era il principale promotore, è definitivamente fuori mercato, lasciando così l’intera piazza mondiale al suo diretto concorrente Sony con il suo Blu-ray.

Le cause di una tale sconfitta sono sicuramente da ricercare nella qualità del prodotto che, nel corso del tempo, ha visto man mano il prodotto Sony superare quello di Toshiba sotto tutti gli aspetti, facendogli perdere così il largo consenso guadagnato nei primi mesi di vita.

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Il Walkman, il glorioso antenato dell’iPod

Walkman

La musica portatile, da godere con un iPod o con un comune lettore MP3, è un fenomeno di massa che ha conquistato un po’ ognuno di noi.

I lettori più giovani probabilmente non sanno che anche i loro genitori, alla loro età, potevano portare con sé la propria musica preferita. L’antenato del moderno iPod, il Walkman, nacque alla fine degli anni ‘70. Era essenzialmente un mangianastri dalle dimensioni ridotte, alimentato da due pile da 1,5 volt.

Il progetto originale fu realizzato dal tedesco Andreas Pavel che lo brevettò con il nome di Stereobelt nel 1977, ma che non riuscì a imporlo sul mercato. Due anni dopo la Sony propose il suo Walkman e cambiò per sempre il modo di ascoltare la musica. La novità del prodotto, e un’efficace campagna di marketing, fecero la fortuna della Sony e trasformarono il Walkman in una delle più grandi icone degli anni ‘80.

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