Marble Madness: dall’arcade all’iPhone

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Nel 1984, Atari lanciò un coin-op dal concetto semplice e divertente che fece davero epoca: Marble Madness. Il titolo, grazie alla sua giocabilità eccellente e a uno stile immediato, riscontrò subito un grandissimo successo di pubblico, guadagnandosi nel tempo un gran numero di conversioni su quasi tutte le macchine da gioco casalinghe dell’epoca.

Il gioco fu il primo di una nuova linea Atari conosciuta come “System 1″, che si caratterizzava per il fatto che i proprietari dei coin-op potevano acquistare parti aggiuntive e convertire i cabinati in molti altri giochi. Fra i titoli System 1 c’erano, oltre Marble Madness, Indiana Jones e il Tempio di Doom, Peter Rat Pack, Road Runner, Gauntlet 1 e 2 e Road Blaster.

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Prince of Persia: le origini di un mito

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Prince of Persia sta rivivendo negli ultimi anni una rinnovata “giovinezza” videoludica, con nuove e scintillanti versioni per le console next-gen attuali. Ma la sua origine è ben più lontana nel tempo, dato che la creazione del primo titolo della serie avvenne nel 1989 ad opera del giovane Jordan Mechner (allora venticinquenne).

Il programmatore americano, dopo un primo titolo (Karateka, del 1984), scrisse Prince of Persia per Apple II, un titolo che subito si impose come il vidoegame dalle migliori animazioni del tempo, grazie all’attenzione maniacale spesa da Mechner. Pensate che in giorni e giorni di sessioni video e fotografiche (grazie ad una tecnica chiamata rotoscoping), Mechner riprese suo fratello David, costretto a correre, saltare e a riprodurre meticolosamente le azioni del gioco.

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The Great Giana Sisters: uno dei maggiori successi su C64

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The Great Giana Sisters è stato uno dei più famosi videogame per Commodore 64, anche se in effetti si trattava solo di un clone spudorato del primo Super Mario Bros, non soltanto nel gameplay e nell’aspetto grafico ma anche nella mappatura dei livelli. La software house tedesca Rainbow Arts ebbe infatti grossi problemi legali con Nintendo, perse la causa sul copyright e fu costretta a ritirare il gioco dal mercato poco dopo l’uscita.

The Great Giana Sisters uscì nel 1987, con grafica, level design e costruzione del codice realizzati dal mitico Manfred Trenz, geniale programatore tedesco specializzato in cloni doc di titoli famosi già precedentemente usciti su altre piattaforme.

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Pitfall e la nascita del genere platform

Pitfall e la nascita del genere platform

Nel 1982 Activision non era certo il colosso che è poi diventato nel corso degli anni, ma una semplice software house che muoveva i primi passi nel mondo dei videogames, un settore per forza di cose ancora limitato e poco conosciuto al grande pubblico. Proprio quell’anno però, il team americano mise a segno la pubblicazione di uno dei più importanti videogame per l’epoca: Pitfall, che rimase in vetta alle classifiche statunitensi per ben 64 settimane. Il gioco riuscì a vendere oltre quattro milioni di copie, un risultato davvero straordinario, se consideriamo le dimensioni modeste dell’industria dei videogiochi di quegli anni.

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Turrican, l’inimitabile shoot’em’up per Commodore 64

l'inimitabile shoot'em'up

La grande epopea videoludica del Commodore 64, ancor oggi uno dei più famosi computer della storia, si è basata su tanti eccellenti titoli che vi hanno trovato “ospitalità”. Se molti sono stati i giochi famosi in termini di popolarità, forse il migliore in assoluto nel settore grafica e sonoro è stato Turrican, realizzato nel 1990 dal geniale programmatore tedesco Manfred Trenz.

Specializzatosi inizialmente nella realizzazione di cloni di titoli originali tutti di grandissima qualità (Great Giana Sister, Katakis) e per cui ebbe spesso problemi di copyright, Trenz decise alla fine di mostrare il proprio talento su un nuovo concetto: Turrican, uno shoot-em-up caratterizzato da grafica incredibile, giocabilità immediata e livelli vastissimi.

Il gioco che fece epoca era un platform popolato da tantissimi nemici e con un enorme numero di armi potenziabili, che sul C64 dimostrò delle potenzialità grafiche ritenute fino a quel momento impossibili per l’8 bit Commodore.

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Space Panic, il primo platform-game della storia

space panic

Universal era una piccola e semisconosciuta compagnia del Nevada quando nel 1980 lanciò Space Panic, un arcade che, sebbene non abbia goduto della fama che meritava, può essere considerato a tutti gli effetti il primo platform-game della storia, anticipando di un anno il famoso Donkey Kong.

Al personaggio controllato dal giocatore manca ancora la capacità di saltare ma sono già presenti tutti gli altri elementi distintivi del genere: le piattaforme disposte in modo irregolare a diverse altezze, collegate da scale e popolate da strane creature.

L’unica arma a nostra disposizione è una pala con cui scavare delle buche che fungeranno da trappola per i nemici che si aggirano nel quadro. Una volta caduti all’interno sarà necessario prenderli a badilate per farli precipitare al livello inferiore ed eliminarli del tutto.

Dal punto di visto tecnico il gioco non presenta particolarità: la piattaforma hardware è basata su una CPU Z80, la grafica ha una risoluzione standard di 192×256 pixel con una palette di 16 colori.

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Prehistorik, un platform d’altri tempi

Prehistorik

È il 1991 quando Titus Interactive sforna dai suoi laboratori uno dei platform game a scorrimento orizzontale più acclamati di sempre, grazie a un’ambientazione davvero caratteristica e un gameplay non troppo complesso, intuitivo e, soprattutto, sempre divertente: stiamo parlando di Prehistorik.

Come suggerisce il nome di questo classico, ci troveremo ad impersonare un uomo delle caverne, armato nient’altro che della sua clava e animato da una fame davvero senza eguali. Il nostro compito sarà quello di condurlo fino alla fine di ogni livello, superando tutte le difficoltà che si presenteranno e raggiungendo un determinato punteggio, ingurgitando quanto più cibo possibile.

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Ghost’n Goblins: il maggiore successo fantasy di Capcom

Ghost'n Goblins screenshot

Fra i protagonisti videoludici di quella straordinaria era creativa che sono stati gli anni 80, un posto d’onore va senz’altro a Ghost’n Goblins di Capcom. La menzione è d’obbligo, sia per il grandioso successo dell’epoca, sia per la sua giocabilità. Qualità che che ne fecero subito un must per gli appassionati.

Sviluppato nel 1985 da Tokuro Fujiwara per Capcom (programmatore che poi creò anche l’altrettanto famosa serie Mega Man), il gioco prendeva spunto dalla classica fiaba del cavaliere duro e impavido che deve salvare la bella principessa dal cattivo di turno. Oltre ad una grafica di grande livello per l’epoca, erano le musiche e gli effetti sonori del gioco (opera di Ayako Mori) a garantire un’ottima atmosfera a Ghost’n Goblins. Alcune di esse sono rimaste storiche, come quella del primo livello e quella degli high score finali.

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Super Mario 64, forse il più bello di sempre

Super Mario 64

Era il giugno 1996 quando in Giappone fece la sua comparsa un videogame destinato ad un enorme successo, dalle caratteristiche innovative, una grafica straordinaria, un ottimo gameplay e divertimento a non finire: stiamo parlando di Super Mario 64, realizzato ovviamente per la console Nintendo 64.

Il gioco fu prodotto anche per il mercato americano dove uscì nel settembre dello stesso anno e per il mercato europeo che, come spesso accade, dovette attendere l’anno successivo, per l’esattezza il marzo del 1997, ma veniamo alla trama di questo titolo.

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