C64 Forever: il Commodore 64 torna a rivivere su PC

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Quando il C64 è stato lanciato dalla Commodore nel 1982 è subito diventato il computer ad 8-bit più famoso. Il suo basso costo, la sua grafica superiore, un suono di alta qualità e i suoi 64 KB di RAM lo hanno reso il vincitore del settore dei computer casalinghi, a scapito dei vari concorrenti Atari, Texas Instruments, Sinclair, Apple e IBM.

Con oltre 30 milioni di unità vendute e l’introduzione di una nuova generazione nel mondo dei computer e della programmazione, il C64 ha scosso il settore videogiochi e innescato fenomeni culturali. Negli ultimi anni, il C64 ha goduto di una spettacolare ripresa che si è manifestata in un ritorno al passato e alla riscoperta dei vecchi videogame, il cosidetto fenomeno del retrocomputing.

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Nuova vita per il Sega SC 3000

Il Sega SC 3000 rinasce

Nel lontano 1981 la Sega iniziò a sondare le acque per il lancio di una console da giochi tutta fatta in casa, il Sega Game 1000, sviluppata attorno al potente processore NEC 780C (un clone del più noto Zilog Z80) a 3.5 MHz. La console, sospinta anche da 16kbit di memoria RAM, 16 kbit di memoria video, da un processore video Texas Instruments TMS9928A e uno audio Texas Instruments SN76489, fu finalmente lanciata sul mercato giapponese il 15 luglio 1983 (lo stesso giorno del rivale Nintendo Famicom!).

Dopo qualche anno di modesti successi nel 1985 Sega decise di espandersi anche in Australia, Europa e Sudafrica. Il concetto di una macchina da giochi a cartuccie era di grande interesse industriale e date le buone possibilità di guadagni con la vendita di giochi iniziarono a spuntare molti cloni, come l’Othello Multivision della Tsukada Original e il Telegames Personal Arcade (che poteva far girare sia i giochi Colecovision che quelli SG-1000).

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IBM 5110 - Lo strano concetto di portabilità

IBM 5110

La IBM lo vendeva come computer portatile, certo agli inizi dell’era informatica i computer portatili erano pesantucci, ma certo non arrivavano ai 35 kg dell’IBM 5110.

Anche il prezzo risultava molto lontano dai prezzi di altri computer destinati al pubblico, infatti si aggirava sui 15.000 dollari

Entrato in commercio nel 1978 era il successore dell’IBM 5100, rimase in commercio per 3 anni. Era dotato di un monitor 5 pollici in bianco e nero (come quello degli altri modelli portatili dell’epoca) con una risoluzione di 64 caratteri per 16 linee. Poteva utilizzare due driver, uno interno e uno esterno per supporti a nastro magnetico in grado di memorizzare fino a 204 KB, opzionalmente poteva essere anche dotato di uno o due floppy disk da 8 pollici che espandevano la capacità di memorizzazione totale oltre i 4 MB.

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HP-85, il computer con stampante integrata

HP-85

Nel gennaio del 1980, dopo quattro anni di lavoro top-secret sul sofisticato calcolatore denominato “Capricorn”, la Hewlett Packard mette a punto la sua nuova macchina, l’HP-85.

Inizialmente rivolto ad un ambito professionale, questo computer utilizza un particolare microprocessore a 8 bit in grado di offrire una precisione a dodici cifre, valore di accuratezza impensabile per l’epoca, e combina in un singolo case una piccola stampante termica, una tastiera alfanumerica, un display CRT da 32 caratteri in bianco e nero con monitor da 5″ e un registratore di cassette.

Una delle principali differenze tra HP-85 e gli analoghi sistemi sul mercato, infatti, consiste nell’impiego di cartucce per la lettura e la scrittura di programmi e dati.

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IBM 5100: portatile e personal secondo IBM

IBM 5100

Nel 1975 la IBM introdusse sul mercato il suo primo personal computer, l’IBM 5100.

Si trattava di un computer portatile, nonostante pesasse 25 kg, con tutto il necessario integrato nel case. Era in effetti un computer desktop se non fosse stato per le batterie integrate. Dotato di un display in bianco e nero(o verde e nero) da 5 pollici con una risoluzione dal 16 linee per 64 caratteri.

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Un IBM 5100 per salvare il futuro

IBM 5100

Tempo fa, in un passato articolo, parlammo della nascita del computer comunemente chiamato IBM PC (per la precisione il modello era il 5150) e della conseguente nascita di uno standard di fatto come il computer IBM compatibile, senza dubbio una delle basi dell’informatica dei giorni nostri.

Questo accadeva nel 1981, mentre ben sei anni prima, nel 1975, la stessa casa commercializzava un altro modello, il 5100 Portable Computer.

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Una microsoft un po’… vintage

Microsoft Vintage

Fondata nel 1975 Microsoft si buttava inconsapevolmente in un’avventura che, volenti o dolenti, avrebbe rivoluzionato il mondo sotto tutti i punti di vista e l’immagine qui a fianco ritrae i personaggi creatori di quello che oggi è divenuto il leader nel suo settore.

L’emblematica fotografia risale al 1978 e inquadra l’esiguo staff di 11 persone presente allora in casa Microsoft (fondatori, programmatori, manager e impiegati compresi), Bill Gates aveva appena 23 anni e il mondo dei computer era ancora ai suoi inizi.

Microsoft di ieri, se confrontata con Microsoft di oggi, quindi un trentennio più tardi, ci apparirà enormemente trasformata, cambiata nel suo aspetto, divenuta un colosso internazionale del settore informatico ed economico.

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Commodore 16 e gli insuccessi di CBM

Commodore 16

Siamo nel 1984, e dopo soli due anni dall’uscita del Commodore 64, Commodore Business Machine individua una nuova fetta di mercato in cui cercare di essere presente piazzando una delle proprie macchine.

In quegli anni, CBM aveva a listino sostanzialmente due personal computer. Si trattava del VIC-20, il quale era orientato alla economicità di prodotto, e il C-64 orientato invece ad una fascia prodotto ben più costosa.

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Commodore PET, il computer domestico

Commodore PET 2001

Negli anni ‘70, il maggiore fornitore di chip per calcolatori era Texas Instruments, e ovviamente tutti basavano i layout delle proprie macchine su quei chip. Tutto filava liscio, almeno fino a quando TI non decise di far lievitare il costo dei suoi prodotti.

A questo punto, Commodore scorge all’orizzonte una giovane realtà, ovvero MOS Tecnology Inc. produttrice proprio in quegli anni di un microprocessore a basso costo, il MOS 6502. E da qui nascerà il primo personal computer 8 bit tutto in uno made in Commodore.

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Apple I - Cogli la prima mela

Apple I

A volte le origini di un grande successo sono poco conosciute, come ad esempio quelle di un grande marchio dell’informatica come l’Apple.

Pochi sanno che il primo nato, Apple I, è stato concepito e assemblato (a mano) in un garage dai due fondatori di questa prestigiosa casa, Steve Jobs, programmatore di videogiochi, e Steve Wozniak, impiegato HP.

Correva l’anno 1976, quando nel garage di casa, Jobs e Wozniak davano vita ad un ideale: rendere il mondo dell’informatica più accessibile.

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Compaq Portable, Il computer diventa portatile

Compaq Portable

Con il boom degli home e personal computer iniziò a prendere piede anche la ricerca della portabilità. La sfida delle vendite vide protagonisti il Compaq Portable, il Commodore SX-64 e l’Osborne 1, tre grosse valige.

Ciò che rendeva diverso il Compaq Portable, dagli altri computer portatili dell’epoca, era il fatto che fosse al 100% un PC IBM compatibile, il che lo rendeva molto più appetibile soprattutto per le aziende alla ricerca di supporti informatici professionali.

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War Games, giochi di guerra

War Games Coleco (videogioco) - schermata per Commodore 64

Spesso i film sono dei grossi contenitori di vintage; magari non nel momento stesso della loro uscita, però basta saper aspettare un po’ di anni e il gioco è fatto.

Per chi non lo conoscesse, War Games - Giochi di Guerra è un film datato 1983, distribuito da MGM, in cui un giovane Matthew Broderick veste i panni di David Lightman, un hacker molto promettente.

Conscia del tempo che passa, 25 anni dopo, MGM decide di festeggiare il quarto di secolo di questa pellicola regalandoci un sequel, WarGames: The Dead Code realizzato direttamente in DVD nel luglio di quest’anno. Ora però, parliamo dell’informatica del 1986 vista nell’originale War Games.

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M24 e la Olivetti secondo produttore mondiale

Olivetti M24 - intero

Se è vero che dobbiamo a IBM la nascita dello standard PC, quando agli inizi degli anni ‘80 con il suo IBM 5150 introdusse il concetto di architettura aperta, è anche vero che in quegli stessi anni, l’Italia stava per diventare uno dei capisaldi in quello stesso settore.
Questo avvenne quando si decise di approntare un sistema sfruttando la stessa architettura messa in piedi da IBM, portando al massimo la compatibilità con i numerosi software già in commercio, e dotandosi di hardware all’avanguardia.
E fu proprio così che Olivetti in breve passò da un mezzo insuccesso chiamato M20, ad essere il secondo produttore al mondo di computer.

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Olivetti Elea 9003 e l’eccellenza italiana

Olivetti Elea 9003

C’è stato un periodo nella storia del nostro paese, in cui l’industria informatica era all’avanguardia nel mondo.

Portatrice sana di tecnologia era la Olivetti, quella fabbrica tutta italiana che già molti anni prima di Steve Jobs aveva capito quanto lo sviluppo tecnologico non fosse il fattore unico in grado di poter dare l’eccellenza ai propri prodotti, e dunque coadiuvava lo sviluppo tecnico con quello estetico e promozionale.

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Dynabook e il laptop per bambini

Dynabook - prototipo

Capita molto spesso che un progetto troppo all’avanguardia sui tempi, poi non risulti fattibile e, per un motivo o per un altro, non veda mai la luce.

Questo è quanto capitato al progetto Dynabook, quello che sarebbe dovuto essere il primo laptop per bambini, molto simile all’odierno concetto che abbiamo noi di tablet PC (o netbook).

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MikroMikko - il computer secondo Nokia

Nokia MikroMikko

Nel 1981 Nokia giocò la sua carta per cercare di entrare nel mercato dei business computer, presentando MikroMikko.

Il primo modello, il MikroMikko 1, era dotato di un processore Intel 8085 e di 64 KB di RAM. Il sistema operativo era CP/M, realizzato appositamente per i processori Intel 8085.

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Commodore VIC-20, il capostipite degli home computer

Commodore VIC-20 serie PET

A tutti gli effetti è il capostipite di una fortunata serie, seguito dal C-16 e dal famosissimo e diffusissimo C-64, che del VIC-20 avevano preso oltre all’aspetto alcune significative soluzioni interne.

Comunemente indicato come “Friendly computer” era un home computer ampiamente diffuso. Commercializzato a partire dal 1980, veniva inizialmente venduto per meno di 300 dollari. Fu il primo computer a vendere più di un milione di esemplari con picchi di produzione di quasi 250 mila pezzi al mese, record poi surclassati dal suo successore Commodore 64.

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Storia del videogame: le crisi del mercato videoludico

Crisi 1983

Il mercato videoludico è in continua espansione, però, come tutte le tipologie merceologiche, subisce cicli di alti e bassi. Due in particolare hanno afflitto il settore videogiochi: nel “1977″ e soprattutto nel “1983″.

Entrambi furono momenti cruciali nella storia del settore e misero i grandi produttori di fronte a scelte decisive e/o rovinose cadute.

La crisi del 1977 fu, tuttavia, la meno pericolosa per il settore, anche se portò alla fine della prima generazione di videogiochi. In quegli anni i videogames uscivano senza alcuna innovazione e portando, quindi, ad una saturazione del mercato. Da notare che le console prodotte contenevano un solo gioco, risultando quindi noiose sul lungo termine.

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Doom, spara che ti passa

Copertina di The Ultimate Doom

Presentato il 10 Dicembre del 1993, dalla id Software, è considerato il gioco che ha dato il via all’epopea degli sparatutto in prima persona. Rilasciato un anno e mezzo dopo l’uscita di Wolfestein 3D, altro titolo del genere realizzato sempre da id Software, Doom ne migliorava sensibilmente ogni aspetto, sia grafico sia di giocabilità.

Come ogni sparatutto in prima persona che si rispetti (o forse sono gli sparatutto rispettabili a dover somigliare a Doom) il gioco viene visto direttamente dagli occhi del protagonista, di cui possiamo vedere solo le armi che impugna.

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LOGO, Linguaggio alla portata di tutti

Disegno realizzato con il linguaggio LOGO compilato co MSWLogo

Ho avuto modo di apprezzare molto i commenti dei visitatori riguardo ai PC che hanno fatto storia (Amiga 500, Commodore 64, ZX Spectrum) e sono sicuro che quasi tutti i possessori di quelle splendide macchine si siano cimentati almeno una volta nella programmazione.

Uno dei linguaggi di programmazione più noti di degli anni ‘80 era certamente il LOGO, ebbe grande diffusione in quel periodo perché faceva parte della dotazione di serie di molti dei PC venduti in quel periodo (Apple II, Commodore 64, ZX Spectrum).

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