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Demetrio Porcino -
Venerdì 3 Luglio 2009 alle 12:25

Quando il C64 è stato lanciato dalla Commodore nel 1982 è subito diventato il computer ad 8-bit più famoso. Il suo basso costo, la sua grafica superiore, un suono di alta qualità e i suoi 64 KB di RAM lo hanno reso il vincitore del settore dei computer casalinghi, a scapito dei vari concorrenti Atari, Texas Instruments, Sinclair, Apple e IBM.
Con oltre 30 milioni di unità vendute e l’introduzione di una nuova generazione nel mondo dei computer e della programmazione, il C64 ha scosso il settore videogiochi e innescato fenomeni culturali. Negli ultimi anni, il C64 ha goduto di una spettacolare ripresa che si è manifestata in un ritorno al passato e alla riscoperta dei vecchi videogame, il cosidetto fenomeno del retrocomputing.
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Demetrio Porcino -
Giovedì 21 Maggio 2009 alle 10:34

Nel lontano 1981 la Sega iniziò a sondare le acque per il lancio di una console da giochi tutta fatta in casa, il Sega Game 1000, sviluppata attorno al potente processore NEC 780C (un clone del più noto Zilog Z80) a 3.5 MHz. La console, sospinta anche da 16kbit di memoria RAM, 16 kbit di memoria video, da un processore video Texas Instruments TMS9928A e uno audio Texas Instruments SN76489, fu finalmente lanciata sul mercato giapponese il 15 luglio 1983 (lo stesso giorno del rivale Nintendo Famicom!).
Dopo qualche anno di modesti successi nel 1985 Sega decise di espandersi anche in Australia, Europa e Sudafrica. Il concetto di una macchina da giochi a cartuccie era di grande interesse industriale e date le buone possibilità di guadagni con la vendita di giochi iniziarono a spuntare molti cloni, come l’Othello Multivision della Tsukada Original e il Telegames Personal Arcade (che poteva far girare sia i giochi Colecovision che quelli SG-1000).
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Gino Giorgetti -
Mercoledì 22 Aprile 2009 alle 11:04

La IBM lo vendeva come computer portatile, certo agli inizi dell’era informatica i computer portatili erano pesantucci, ma certo non arrivavano ai 35 kg dell’IBM 5110.
Anche il prezzo risultava molto lontano dai prezzi di altri computer destinati al pubblico, infatti si aggirava sui 15.000 dollari
Entrato in commercio nel 1978 era il successore dell’IBM 5100, rimase in commercio per 3 anni. Era dotato di un monitor 5 pollici in bianco e nero (come quello degli altri modelli portatili dell’epoca) con una risoluzione di 64 caratteri per 16 linee. Poteva utilizzare due driver, uno interno e uno esterno per supporti a nastro magnetico in grado di memorizzare fino a 204 KB, opzionalmente poteva essere anche dotato di uno o due floppy disk da 8 pollici che espandevano la capacità di memorizzazione totale oltre i 4 MB.
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Barbara Celli -
Venerdì 20 Marzo 2009 alle 08:41

Nel gennaio del 1980, dopo quattro anni di lavoro top-secret sul sofisticato calcolatore denominato “Capricorn”, la Hewlett Packard mette a punto la sua nuova macchina, l’HP-85.
Inizialmente rivolto ad un ambito professionale, questo computer utilizza un particolare microprocessore a 8 bit in grado di offrire una precisione a dodici cifre, valore di accuratezza impensabile per l’epoca, e combina in un singolo case una piccola stampante termica, una tastiera alfanumerica, un display CRT da 32 caratteri in bianco e nero con monitor da 5″ e un registratore di cassette.
Una delle principali differenze tra HP-85 e gli analoghi sistemi sul mercato, infatti, consiste nell’impiego di cartucce per la lettura e la scrittura di programmi e dati.
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Gino Giorgetti -
Mercoledì 18 Febbraio 2009 alle 08:59

Nel 1975 la IBM introdusse sul mercato il suo primo personal computer, l’IBM 5100.
Si trattava di un computer portatile, nonostante pesasse 25 kg, con tutto il necessario integrato nel case. Era in effetti un computer desktop se non fosse stato per le batterie integrate. Dotato di un display in bianco e nero(o verde e nero) da 5 pollici con una risoluzione dal 16 linee per 64 caratteri.
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Savio Bellini -
Lunedì 5 Gennaio 2009 alle 10:20

Tempo fa, in un passato articolo, parlammo della nascita del computer comunemente chiamato IBM PC (per la precisione il modello era il 5150) e della conseguente nascita di uno standard di fatto come il computer IBM compatibile, senza dubbio una delle basi dell’informatica dei giorni nostri.
Questo accadeva nel 1981, mentre ben sei anni prima, nel 1975, la stessa casa commercializzava un altro modello, il 5100 Portable Computer.
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Francesco Ferretti -
Venerdì 26 Dicembre 2008 alle 15:28

Fondata nel 1975 Microsoft si buttava inconsapevolmente in un’avventura che, volenti o dolenti, avrebbe rivoluzionato il mondo sotto tutti i punti di vista e l’immagine qui a fianco ritrae i personaggi creatori di quello che oggi è divenuto il leader nel suo settore.
L’emblematica fotografia risale al 1978 e inquadra l’esiguo staff di 11 persone presente allora in casa Microsoft (fondatori, programmatori, manager e impiegati compresi), Bill Gates aveva appena 23 anni e il mondo dei computer era ancora ai suoi inizi.
Microsoft di ieri, se confrontata con Microsoft di oggi, quindi un trentennio più tardi, ci apparirà enormemente trasformata, cambiata nel suo aspetto, divenuta un colosso internazionale del settore informatico ed economico.
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Savio Bellini -
Venerdì 19 Dicembre 2008 alle 15:20

Siamo nel 1984, e dopo soli due anni dall’uscita del Commodore 64, Commodore Business Machine individua una nuova fetta di mercato in cui cercare di essere presente piazzando una delle proprie macchine.
In quegli anni, CBM aveva a listino sostanzialmente due personal computer. Si trattava del VIC-20, il quale era orientato alla economicità di prodotto, e il C-64 orientato invece ad una fascia prodotto ben più costosa.
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Savio Bellini -
Venerdì 5 Dicembre 2008 alle 08:35

Negli anni ‘70, il maggiore fornitore di chip per calcolatori era Texas Instruments, e ovviamente tutti basavano i layout delle proprie macchine su quei chip. Tutto filava liscio, almeno fino a quando TI non decise di far lievitare il costo dei suoi prodotti.
A questo punto, Commodore scorge all’orizzonte una giovane realtà, ovvero MOS Tecnology Inc. produttrice proprio in quegli anni di un microprocessore a basso costo, il MOS 6502. E da qui nascerà il primo personal computer 8 bit tutto in uno made in Commodore.
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Gino Giorgetti -
Martedì 2 Dicembre 2008 alle 09:56

A volte le origini di un grande successo sono poco conosciute, come ad esempio quelle di un grande marchio dell’informatica come l’Apple.
Pochi sanno che il primo nato, Apple I, è stato concepito e assemblato (a mano) in un garage dai due fondatori di questa prestigiosa casa, Steve Jobs, programmatore di videogiochi, e Steve Wozniak, impiegato HP.
Correva l’anno 1976, quando nel garage di casa, Jobs e Wozniak davano vita ad un ideale: rendere il mondo dell’informatica più accessibile.
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Gino Giorgetti -
Lunedì 1 Dicembre 2008 alle 08:37

Con il boom degli home e personal computer iniziò a prendere piede anche la ricerca della portabilità. La sfida delle vendite vide protagonisti il Compaq Portable, il Commodore SX-64 e l’Osborne 1, tre grosse valige.
Ciò che rendeva diverso il Compaq Portable, dagli altri computer portatili dell’epoca, era il fatto che fosse al 100% un PC IBM compatibile, il che lo rendeva molto più appetibile soprattutto per le aziende alla ricerca di supporti informatici professionali.
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Savio Bellini -
Martedì 25 Novembre 2008 alle 15:23

Spesso i film sono dei grossi contenitori di vintage; magari non nel momento stesso della loro uscita, però basta saper aspettare un po’ di anni e il gioco è fatto.
Per chi non lo conoscesse, War Games - Giochi di Guerra è un film datato 1983, distribuito da MGM, in cui un giovane Matthew Broderick veste i panni di David Lightman, un hacker molto promettente.
Conscia del tempo che passa, 25 anni dopo, MGM decide di festeggiare il quarto di secolo di questa pellicola regalandoci un sequel, WarGames: The Dead Code realizzato direttamente in DVD nel luglio di quest’anno. Ora però, parliamo dell’informatica del 1986 vista nell’originale War Games.
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Savio Bellini -
Venerdì 21 Novembre 2008 alle 12:44

Se è vero che dobbiamo a IBM la nascita dello standard PC, quando agli inizi degli anni ‘80 con il suo IBM 5150 introdusse il concetto di architettura aperta, è anche vero che in quegli stessi anni, l’Italia stava per diventare uno dei capisaldi in quello stesso settore.
Questo avvenne quando si decise di approntare un sistema sfruttando la stessa architettura messa in piedi da IBM, portando al massimo la compatibilità con i numerosi software già in commercio, e dotandosi di hardware all’avanguardia.
E fu proprio così che Olivetti in breve passò da un mezzo insuccesso chiamato M20, ad essere il secondo produttore al mondo di computer.
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Savio Bellini -
Mercoledì 19 Novembre 2008 alle 16:09

C’è stato un periodo nella storia del nostro paese, in cui l’industria informatica era all’avanguardia nel mondo.
Portatrice sana di tecnologia era la Olivetti, quella fabbrica tutta italiana che già molti anni prima di Steve Jobs aveva capito quanto lo sviluppo tecnologico non fosse il fattore unico in grado di poter dare l’eccellenza ai propri prodotti, e dunque coadiuvava lo sviluppo tecnico con quello estetico e promozionale.
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Savio Bellini -
Martedì 18 Novembre 2008 alle 16:19

Capita molto spesso che un progetto troppo all’avanguardia sui tempi, poi non risulti fattibile e, per un motivo o per un altro, non veda mai la luce.
Questo è quanto capitato al progetto Dynabook, quello che sarebbe dovuto essere il primo laptop per bambini, molto simile all’odierno concetto che abbiamo noi di tablet PC (o netbook).
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Gino Giorgetti -
Lunedì 17 Novembre 2008 alle 08:40

Nel 1981 Nokia giocò la sua carta per cercare di entrare nel mercato dei business computer, presentando MikroMikko.
Il primo modello, il MikroMikko 1, era dotato di un processore Intel 8085 e di 64 KB di RAM. Il sistema operativo era CP/M, realizzato appositamente per i processori Intel 8085.
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Gino Giorgetti -
Mercoledì 1 Ottobre 2008 alle 13:58

A tutti gli effetti è il capostipite di una fortunata serie, seguito dal C-16 e dal famosissimo e diffusissimo C-64, che del VIC-20 avevano preso oltre all’aspetto alcune significative soluzioni interne.
Comunemente indicato come “Friendly computer” era un home computer ampiamente diffuso. Commercializzato a partire dal 1980, veniva inizialmente venduto per meno di 300 dollari. Fu il primo computer a vendere più di un milione di esemplari con picchi di produzione di quasi 250 mila pezzi al mese, record poi surclassati dal suo successore Commodore 64.
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Danilo Gialloreto -
Martedì 16 Settembre 2008 alle 15:10

Il mercato videoludico è in continua espansione, però, come tutte le tipologie merceologiche, subisce cicli di alti e bassi. Due in particolare hanno afflitto il settore videogiochi: nel “1977″ e soprattutto nel “1983″.
Entrambi furono momenti cruciali nella storia del settore e misero i grandi produttori di fronte a scelte decisive e/o rovinose cadute.
La crisi del 1977 fu, tuttavia, la meno pericolosa per il settore, anche se portò alla fine della prima generazione di videogiochi. In quegli anni i videogames uscivano senza alcuna innovazione e portando, quindi, ad una saturazione del mercato. Da notare che le console prodotte contenevano un solo gioco, risultando quindi noiose sul lungo termine.
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Gino Giorgetti -
Mercoledì 10 Settembre 2008 alle 08:10

Presentato il 10 Dicembre del 1993, dalla id Software, è considerato il gioco che ha dato il via all’epopea degli sparatutto in prima persona. Rilasciato un anno e mezzo dopo l’uscita di Wolfestein 3D, altro titolo del genere realizzato sempre da id Software, Doom ne migliorava sensibilmente ogni aspetto, sia grafico sia di giocabilità.
Come ogni sparatutto in prima persona che si rispetti (o forse sono gli sparatutto rispettabili a dover somigliare a Doom) il gioco viene visto direttamente dagli occhi del protagonista, di cui possiamo vedere solo le armi che impugna.
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Gino Giorgetti -
Lunedì 8 Settembre 2008 alle 12:31

Ho avuto modo di apprezzare molto i commenti dei visitatori riguardo ai PC che hanno fatto storia (Amiga 500, Commodore 64, ZX Spectrum) e sono sicuro che quasi tutti i possessori di quelle splendide macchine si siano cimentati almeno una volta nella programmazione.
Uno dei linguaggi di programmazione più noti di degli anni ‘80 era certamente il LOGO, ebbe grande diffusione in quel periodo perché faceva parte della dotazione di serie di molti dei PC venduti in quel periodo (Apple II, Commodore 64, ZX Spectrum).
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