Steve Wozniak, fondatore Apple, ritorna a ballare fra le stelle

Steave Wozniak, amministratore Apple

Stephen Gary Wozniak, spesso amichevolmente chiamato: “Woz”, è uno fra i miti del mondo dell’informatica moderna. Uscito dall’anonimato degli ultimi anni, il genio informatico diventerà a giorni uno fra i protagonisti della trasmissione TV americana Dancing with the Stars (Ballando fra le stelle), un programma di varietà che mette in gara tanti aspiranti ballerini famosi per altre doti.

Nel suo ritorno sull’etere del 9 marzo, Wozniak dal laboratorio salta direttamente nella sala da ballo, davanti a milioni di spettatori. È comunque doveroso ricordare le gesta del fondatore di Apple.

Il geniale inventore californiano, appena ventenne, conobbe Steve Jobs all’inizio deli anni 70 lavorando alla Atari e con lui si dedicò con passione alla progettazione di schede di PC assemblate a costi talmente ridotti da poter diventare dei computer da casa. Fra esperimenti e prototipi pagati vendendo tutti i propri oggetti più cari (ad esempio la macchina di Jobs), i due giovanissimi appassionati crearono le basi per l’Apple I, il primo computer commerciale rivale dell’Altair 8800.

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OpenDoc e lo standard della Apple

Apple OpenDoc standard logo

Nel mare delle applicazioni, degli studi, e di tutto ciò che non ha reso quanto si sperasse, trovano posto anche futuri standard poi mai divenuti tali.

In questo caso parliamo di Apple, quando nel suo periodo senza Steve Jobs al comando, decise di imbarcarsi nello sviluppo di un nuovo framework chiamato OpenDoc, e in grado di apportare un notevole cambiamento nella gestione dei documenti.

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Apple I - Cogli la prima mela

Apple I

A volte le origini di un grande successo sono poco conosciute, come ad esempio quelle di un grande marchio dell’informatica come l’Apple.

Pochi sanno che il primo nato, Apple I, è stato concepito e assemblato (a mano) in un garage dai due fondatori di questa prestigiosa casa, Steve Jobs, programmatore di videogiochi, e Steve Wozniak, impiegato HP.

Correva l’anno 1976, quando nel garage di casa, Jobs e Wozniak davano vita ad un ideale: rendere il mondo dell’informatica più accessibile.

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QuickTake e i fotografi Apple

Apple QuickTake 100

Nella prima metà degli anni novanta, la casa della mela mordicchiata non godeva di ottima salute, almeno non la stessa da quando circa dieci anni prima il suo padre fondatore Steve Jobs s’era visto costretto a partire per altri lidi.

Sono gli anni in cui la contemporanea Apple si guarda intorno e vede qualcosa. Nota che negli Stati Uniti si sono spesi moltissimi soldi nel settore fotografico, il che era indice di mercato in buona salute. Dunque perché non provare a sfornare una macchina capace di dire la sua in questo mercato?

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Macintosh TV, la televisione che faceva il computer

Macintosh TV

Nel ‘93 la Apple presenta il Macintosh TV, il primo tentativo della casa di Cupertino di realizzare un computer che avesse anche le caratteristiche di un televisore.

Di colore nero, esternamente somigliava al Macintosh Performa S500, con cui condivideva anche alcuni elementi della componentistica interna, prima su tutto la scheda madre.

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iMac, bastava un po’ di colore

Apple iMac Bondi Blue

Delle volte ci si arrovella, si cerca la soluzione geniale in un campo come quello dell’hardware dei PC. Si prova a farlo più veloce, a farlo più performante, gli si da più memoria… e invece, poi si scopre che la soluzione era più semplice di quanto si credesse… “bastava un po’ di colore”.

Questa in estrema sintesi è la storia della nascita del “nuovo” in campo informatico, e cioè dell’iMac. Ma andiamo ad analizzare meglio cosa successe alla fine degli anni ‘90, quando Steve Jobs, unitamente a Jonathan Ive, diedero inizio alla rinascita della Apple.

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Apple Newton: un palmare a Cupertino, il nonno dell’iPhone

Apple Newton

C’era una volta Apple che costruiva palmari, si chiamavano Newton, erano all’avanguardia, disponevano di tecnologie moderne ed erano i nonni dell’attuale iPhone o del nuovissimo iPhone 3G.

Newton Message PAD è il nome della famiglia di palmari sfornata da Apple nel lontano 1993 fino al 1998. Più precisamente, nell’estate di quell’anno venne presentato il Newton Message PAD, un primo esperimento di palmare, dal costo proibitivo ($699) e da una mediocre autonomia. Abbandonato nel Marzo del ‘94 aveva un processore a 20Mhz e 640KB di RAM.

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Apple Pippin, mela amara

Bandai atmarks

Sebbene il Pippin avesse tutte le caratteristiche di un computer, fu concepito principalmente come un dispositivo multimediale dedicato all’intrattenimento.

Apple realizzò una piattaforma basata sul processore PowerPC 603 a 66Mhz e una versione ridotta del sistema operativo Mac OS 7.5 e decise di cedere a terze parti la licenza di questa tecnologia.

Il Pippin non fu mai commercializzato con il brand Apple, fu la Bandai che si mostrò interessata al progetto, acquistò le licenze e con il nome di Bandai @Marks lo realizzò per il mercato giapponese nel Marzo del 1996 e nel Novembre dello stesso anno, ribattezzato @Worlds e con una differente livrea di colore nero, lo introdusse anche nel mercato americano.

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Apple Lisa, anche a Cupertino i flop

Apple Lisa

Avremo a che fare con l’Apple Lisa per i prossimi dieci anni.

Fu quello che pronunciò “Steve Jobs”, patron di Apple, alla presentazione di Lisa, un PC veramente avveniristico per i suoi tempi.

Presentato nel Gennaio del 1983 ebbe vita molto breve, appena due anni. Ne vennero prodotti solo 10mila esemplari, sia per l’elevato costo, quasi 10.000 Dollari, sia perché seppur avveniristica nella concezione la macchina si presentava troppo lenta.

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Macintosh 128K, il Mac con meno memoria di una SIM per cellulare

Macintosh

Introdotto nel Gennaio del 1984, questo Macintosh non aveva un numero di modello ma era semplicemente il Macintosh.

Non aveva un nome specifico e prima della dicitura 128K era scritto semplicemente “Macintosh” e il numero serviva solo per distinguerlo dal modello che montava 512K di RAM.

Un Macintosh con 128K, cioè lo stesso quantitativo di memoria che possiede una normale scheda SIM per cellulare di oggi, 64KB di ROM, un lettore di floppy da 3,5″, uno schermo monocromatico con risoluzione di 512 x 342, un mouse, e veniva venduto con incluso MacWrite e MacPaint.

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