Archivio categoria 'Games'

Marble Madness: dall’arcade all’iPhone

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Nel 1984, Atari lanciò un coin-op dal concetto semplice e divertente che fece davero epoca: Marble Madness. Il titolo, grazie alla sua giocabilità eccellente e a uno stile immediato, riscontrò subito un grandissimo successo di pubblico, guadagnandosi nel tempo un gran numero di conversioni su quasi tutte le macchine da gioco casalinghe dell’epoca.

Il gioco fu il primo di una nuova linea Atari conosciuta come “System 1″, che si caratterizzava per il fatto che i proprietari dei coin-op potevano acquistare parti aggiuntive e convertire i cabinati in molti altri giochi. Fra i titoli System 1 c’erano, oltre Marble Madness, Indiana Jones e il Tempio di Doom, Peter Rat Pack, Road Runner, Gauntlet 1 e 2 e Road Blaster.

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Prince of Persia: le origini di un mito

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Prince of Persia sta rivivendo negli ultimi anni una rinnovata “giovinezza” videoludica, con nuove e scintillanti versioni per le console next-gen attuali. Ma la sua origine è ben più lontana nel tempo, dato che la creazione del primo titolo della serie avvenne nel 1989 ad opera del giovane Jordan Mechner (allora venticinquenne).

Il programmatore americano, dopo un primo titolo (Karateka, del 1984), scrisse Prince of Persia per Apple II, un titolo che subito si impose come il vidoegame dalle migliori animazioni del tempo, grazie all’attenzione maniacale spesa da Mechner. Pensate che in giorni e giorni di sessioni video e fotografiche (grazie ad una tecnica chiamata rotoscoping), Mechner riprese suo fratello David, costretto a correre, saltare e a riprodurre meticolosamente le azioni del gioco.

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Il ritorno di Alien Breed

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Nel 1991 il famoso studio di programmazione Team 17 sviluppò Alien Breed per Amiga, un titolo che divenne quasi subito un cult per tutti gli utenti amighisti. Il gioco era in due dimensioni, in stile fantascientifico ispirato ai film di Alien, da cui derivavano una moltitudine di mostri da uccidere e decine di livelli da superare.

Il protagonista doveva combattere in solitario contro centinaia di alieni come nel film Alien, con pochi proiettili e dei medikit minimi e difficili da raggiungere. Inoltre, la sua visuale dall’alto rendeva il gioco ancora più duro, con il fiato sul collo dei mostri e con le mappe dei labirinti sempre più complicate.

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Commando: un videogame flop per C64

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Commando è stato un videogame uscito su C64 e prodotto da Capcom nel 1985. Già dal titolo si intuisce che si trattava di uno sparatutto a scorrimento di stampo bellico, che successivamente ispirò molti giochi simili negli anni seguenti (Rambo, Guerrilla Wars).

Ispirato dall’allora famoso film omonimo con Arnold Schwarzenegger, il gioco era semplice ma divertente inizialmente, basato su uno schema a sparatutto a scorrimento verticale. Al suo interno si controllava un soldato in uniforme blu che combatteva da solo in varie location, attraverso zone tropicali, trincee, paludi, aeroporti e varie altre missioni.

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Worms: i vermi guerrafondai su Amiga

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Fra i tanti piacevoli videogame per Amiga realizzati dal famoso team di programmazione Team 17, Worms è forse quello più atipico per gli standard di quei programmatori specializzati in action ricchi di grafica ed effetti speciali. Worms era infatti un videogioco strategico, uscito per Amiga nel 1995, che ebbe un eccezionale successo e che poi venne successivamente convertito anche per altre piattaforme come PlayStation e Sega Saturn.

Il gioco era basato su due fazioni di simpatici vermiciattoli che si combattevano con armi da guerra, su una base strategica a turni, controllando una squadra di quattro componenti per conquista del terreno. I mezzi? l’eliminazione fisica o la resa dell’avversario.

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Il mondo fantasy di Goldenx Axe e il suo straordinario successo su Amiga

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Golden Axe fu uno dei più famosi videogame per Amiga usciti nel lontano 1989, che ebbe subito un grandissimo successo. Pubblicato da Sega, il gioco si segnalò come uno dei più celebri picchiaduro a scorrimento di quel tempo, e anche negli anni successivi mantenne un alto grado di popolarità.

Con il suo stile fantasy, mix fra i famosi film dell’epoca come di Conan il barbaro e i romanzi ambientati in regni fantastici, le magie e combattimenti, il gioco seguiva le vicende di tre valorosi in lotta con il malvagio tiranno Death Adder. Costui aveva infatti rapito il re e la principessa del reame di Yuria, portando con sè anche l’Ascia d’oro (la Golden Axe, da cui il titolo del gioco), minacciando di uccidere i regnanti e distruggere l’ascia se non avesse ottenuto tutto il potere.

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The Great Giana Sisters: uno dei maggiori successi su C64

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The Great Giana Sisters è stato uno dei più famosi videogame per Commodore 64, anche se in effetti si trattava solo di un clone spudorato del primo Super Mario Bros, non soltanto nel gameplay e nell’aspetto grafico ma anche nella mappatura dei livelli. La software house tedesca Rainbow Arts ebbe infatti grossi problemi legali con Nintendo, perse la causa sul copyright e fu costretta a ritirare il gioco dal mercato poco dopo l’uscita.

The Great Giana Sisters uscì nel 1987, con grafica, level design e costruzione del codice realizzati dal mitico Manfred Trenz, geniale programatore tedesco specializzato in cloni doc di titoli famosi già precedentemente usciti su altre piattaforme.

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Il memorabile International Karate + per C64

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Pubblicato dalla software house inglese System 3 nel lontano 1987, International Karate + (o IK+) fu il sequel dell’acclamato International Karate di un anno prima. Il gioco uscì nelle versioni per ZX Spectrum, Commodore 64 e Amstrad CPC, ebbe grande successo e riuscì a migliorare significativamente alcuni difetti nella giocabilità del prequel.

Considerato uno dei primi titoli con un discreto grado di realismo per quanto riguarda il karate vero e proprio, IK + vedeva tre karateka combattere fra loro in vari scenari esotici, all’interno di una sorta di lotta tutti contro tutti. Vinceva chi riusciva a realizzare almeno sei punti nel corso del tempo assegnato per il combattimento. I punti erano assegnati al karateka che buttava giù un avversario con un calcio o un pugno: un punto per un knockout parziale e due per un ko. L’obiettivo era quello di provare e segnare i sei punti prima degli altri. In tutto c’erano 14 differenti mosse attuabili con il joystick, tramite la combinazione fra il tasto fire e le direzioni. Se un combattente raggiungeva il punteggio di sei punti prima dello scadere del tempo, i secondi rimasti venivano trasformati in punti bonus.

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Mega Lo Mania: uno dei migliori giochi strategici su Amiga

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Uno dei migliori giochi strategici di sempre per Amiga -dai personaggi alle voci, fino a giungere alla qualità tecnica vera e propria e al gameplay- è stato senza dubbio Mega Lo Mania, sviluppato dalla Sensible Software e pubblicato dalla Virgin Interactive nel 1991.

Creato dalla mente geniale di Jon Hare e dal suo team, nel gioco si impersonava una divinità che doveva guidare i suoi sudditi al predominio globale, in un classico strategy game di altissimo livello. Il mondo da conquistare era suddiviso in 28 isole, ognuna delle quali “incastonata” in un’epoca temporale diversa, dall’età della pietra fino a quella dell’informazione.

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Rambo III su C64: dal film al videogame

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Durante il ciclo di vita del Commodore 64 sono stati davvero tanti i film che hanno ricevuto delle conversioni videoludiche, quasi tutte purtroppo generalmente scadenti. Uno dei titoli più ambiziosi tratti da pellicola per il computer di casa Commodore è stato sicuramente Rambo III, ispirato direttamente dall’omonimo film del 1988 con Sylvester Stallone e pubblicato da Ocean.

Il gioco si basava sulla trama del film: dopo la missione in Vietnam degli anni precedenti, Rambo si trova in un monastero buddista in Thailandia ad aiutare una tranquilla comunità di monaci. Qui entra in gioco il suo vecchio capo (e amico): il colonnello Trautman, che vuole convincerlo a tentare di colpire un commando sovietico in Afghanistan. Rambo rifiuta, ma quando successivamente viene a sapere della cattura di Trautman da parte dei sovietici decide di intervenire e parte per il Medio Oriente.

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I videogame psichedelici di Jeff Minter

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Nel mondo variegato dei programmatori più famosi di ogni epoca, un posto di tutto rispetto spetta a Jeff Minter (detto Yak), un programmatore inglese (è infatti nato a Reading il 22 aprile 1962) celebre però forse più per le sue stranezze che per dei videogame particolarmente brillanti.

Dall’aspetto più simile ad un hippie (capelli lunghissimi, barbone incolto e vestiti da “figlio dei fiori”) che ad un serio professionista della programmazione, Minter divenne celebre nei primi anni 80 per una serie di videogiochi particolari, innovativi ed anche divertenti, sebbene tecnicamente non brillantissimi.

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Il museo dei coin-op sovietici

I coin op sovietici tornano in vita

Ha da poco celebrato il suo secondo compleanno il Museo delle macchine arcade sovietiche, un vero e proprio gioiello di creatività, amore per il passato, ingegno e arte. Questa mega esposizione permamente, che sta cercando di ottenere un reale riconoscimento come museo ufficiale e che è alla ricerca di locali più idonei ad ospitare tanta grazia tecnica del passato, è l’opera di anni di lavoro di alcuni nostalgici ragazzi russi che hanno voluto far rinascere le loro memorie recuperando quanti più possibili coin-op made in Russia, risistemandoli e catalogandoli in dettaglio in un’area ora accessibile al pubblico.

L’idea del gruppo guidato dal ventisettenne Alexander Stakhanov, studente di economia, era quella di aprire uno spazio per far riemergere le belle memorie dei tempi andati: “Noi ci ricordavamo della nostra gioventù e dei giochi con cui giocavamo, quindi c’è venuta questa idea. Non è stato facile rintracciare le macchine e la maggior parte comunque non funzionava”.

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Il grande successo di Ghostbusters per C64

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I videogiochi basati su film sono stati davvero molti su Commodore 64, la maggior parte dei quali si sono però rivelati una vera delusione. Ma nel 1984 uscì uno dei pochi titoli cinematografici di alto livello per il computer Commodore: Ghostbusters, scritto dal talentuoso David Crane e prodotto da Activision.

Basato sull’omonimo film, il gioco riproponeva la trama della pellicola, mettendo il giocatore nei panni di una squadra di acchiappafantasmi con il compito di liberare la città di New York, ma soprattutto di fare profitti con la loro attività per espanderla e ottenere nuove attrezzature e gadget da utilizzare nella lotta con gli ectoplasmi.

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Le vecchie musiche dei videogame si riascoltano sul web

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I vecchi videogame per C 64, Amiga e altre macchine del passato hanno ancor oggi un gran numero di appassionati, che ogni tanto amano dilettarsi giocando con quei titoli retrò ma ancora pieni di fascino. Ma sono tante anche le colonne sonore memorabili che allietavano molti dei più bei videogame di quei tempi.

E per coloro che desiderassero riascoltarle, c’è un sito inglese dedicato esclusivamente ad esse: The Old Computer. Il sito ha infatti al suo interno sei stazioni radio dedicati alla musica digitale degli 8 e 16 bit.

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Il grandissimo successo di Zak Mc Kracken su C64

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Zak Mc Kracken and the Alien Mindbenders è uno di quei giochi che fa parte della cerchia dei titoli indimenticabili usciti su Commodore 64. Un’avventura grafica pubblicata nel 1988 dalla LucasArts (al tempo conosciuta come Lucasfilm Games) e frutto delle menti geniali di David Fox e Matthew Kane, che lo crearono in soli 9 mesi (dalla sua ideazione al suo completamento), spendendo complessivamente solo 100.000 dollari (marketing compreso).

La trama del gioco era ambientata nell’anno 1997: il mondo è minacciato da una terribile macchina aliena che, tramite televisione e telefono, manda segnali che rendono gli umani più stupidi, facendone oggetto di conquista. Zak, un giornalista frustrato che lavora per un giornale scandalistico (il National Inquisitor), Annie Larris, Melissa China e Leslie Bennett, tre studentesse di Yale, devono tentare di salvare l’intera razza umana distruggendo la diabolica macchina creata dagli alieni.

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Operation Wolf: uno dei precursori degli shooter moderni

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Nel 1987 Taito pubblicò Operation Wolf, uno dei primi coin-op sparatutto (con tanto di mitragliatrice) di grande successo di pubblico e dalla straordinaria giocabilità. La grafica non era certo strabiliante, così come l’intero comparto tecnico, ma il gioco portava un grandissimo coinvolgimento al giocatore grazie soprattutto ad un’azione frenetica e mai asfissiante.

In Operation Wolf il protagonista era un militare dell’esercito statunitense che doveva infiltrarsi in una base nemica, conquistando sei aree strategiche con lo scopo di liberare i prigionieri segregati in una postazione segreta. L’equipaggiamento del protagonista consisteva solo in un mitragliatore (con proiettili limitati) e qualche granata, e dunque il fattore della qualità della mira era determinante.

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La straordinaria qualità di Space Harrier

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Uno dei più bei titoli del geniale programmatore Yu Suzuki (che per oltre vent’anni è stato la mente dietro a molti dei titoli Sega più importanti) è stato senza dubbio Space Harrier, un videogame arcade dell’ottobre 1985 che fece davvero epoca, diventando popolarissimo del genere degli sparatutto a scorrimento fantascientifici.

Progettato per un hardware specifico (un doppio processore MC68000), il gioco rappresentò lo stato dell’arte grafico per quel tempo, grazie ad una grandissima serie di effetti visivi, esplosioni e vari mostri di ogni genere. La giocabilità era quella classica degli action dell’epoca, anche se presentava la particolarità di un eroe volante inquadrato da dietro. Lo scorrimento in avanti era una difficoltà in più, dato che aumentava esponenzialmente l’attenzione alla partita e ciò, unito ad una estrema velocità dello scrolling, imponeva velocità e frenesia con il joystick per sparare ad ogni cosa si muovesse innanzi.

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Tetris: 25 anni di successi e un futuro cellulare

buon compleanno!

Si narra che il 6 giugno 1984 Alexey Pajitnov, allora ventinovenne ricercatore al Dorodnicyn Computing Centre della Moscow Academy of Science, completò la prima versione giocabile di Tetris. Nella sua ideazione Pajitnov era assistito da Dmitry Pavlovsky (suo collega di lavoro) e Vadim Gerasimov. La primissima versione del gioco, ispirata dalla magia matematica del Pentomino, fu realizzata su un’architettura informatica sovietica chiamata Elektronika, ma negli anni a seguire fu riprodotta su quasi ogni sistema computazionale noto. Il Pentomino era un gioco in cui cumuli di cinque (dal greco “Pente”, cinque) blocchetti quadrati dovevano essere ruotati e girati per incastrarsi in un rettangolo perfetto.

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Attack of the Mutant Camels: gli strani cammelli di Jeff Minter

Attack of the Mutant Camels

Attack of the Mutant Camels è stato uno di quei videogame strani e dal valore tecnico non eccellente, ma anche irresistibili e dalla grande giocabilità. Nato nel 1983 dalla mente geniale e psichedelica dell’inglese Jeff Minter, debuttò su Commodore 64 con la pubblicazione di Llamasoft. In pratica si trattava di uno shooter a scorrimento orizzontale nel quale si controllava un piccolo jet lanciato allo sterminio di enormi cammelli gialli, da uccidere prima che potessero rientrare alla loro base.

I cammelli stessi erano però tutt’altro che mansueti, dato che “sparavano” delle palle di fuoco dalla loro bocca… Ogni livello del gioco aveva un gruppo di cammelli da abbattere, che procedevano lentamente da sinistra verso destra su schermo cercando di ritornare al loro settore. Come detto, le “simpatiche bestiole” reagivano furiosamente agli attacchi, riuscendo spesso a colpire il malcapitato pilota del jet, facendogli perdere una delle vite della partita.

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La Sega e lo sfruttamento commerciale delle proprie origini

Sega e lo sfruttamento del passato

Sega è un marchio storico del mondo videoludico. Fondata nel 1940 ad Honolulu nelle Hawaii, Stati Uniti con nome di Standard Games, la società era stata pensata dai pionieri Martin Bromely, Irving Bromberg, e James Humpert per offrire degli svaghi elettronici ai tanti soldati americani nelle basi militari. La società americana decise però di seguire il traino del mercato e si trasferì a Tokyo, Giappone nel 1951 e l’anno dopo cambiò il proprio nome in “SErvice GAmes of Japan” (da cui SEGA).

Il lavoro iniziò ad andare bene con i primi coin-op elettromeccanici e dopo la fusione con la Rosen Enterprices (che si occupava di stand fotografici automatizzati) iniziò un successo entusiasmante con la produzione parallela di software, giochi e franchise (come Zaxxon, Out Run, Virtua Fighter, Sonic) e hardware nella forma di coin-op e poi console da casa (MegaDrive, Saturn, Dreamcast) fino a giorni moderni. Dall’abbandono dello sviluppo hardware da casa del 2002 ad oggi, la SEGA si è concentrata su giochi importanti multipiattaforma, ma non ha disdegnato uno sguardo al proprio passato.

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