Commando: un videogame flop per C64
di - Lunedì 13 Luglio 2009 alle 17:39
Commando è stato un videogame uscito su C64 e prodotto da Capcom nel 1985. Già dal titolo si intuisce che si trattava di uno sparatutto a scorrimento di stampo bellico, che successivamente ispirò molti giochi simili negli anni seguenti (Rambo, Guerrilla Wars).
Ispirato dall’allora famoso film omonimo con Arnold Schwarzenegger, il gioco era semplice ma divertente inizialmente, basato su uno schema a sparatutto a scorrimento verticale. Al suo interno si controllava un soldato in uniforme blu che combatteva da solo in varie location, attraverso zone tropicali, trincee, paludi, aeroporti e varie altre missioni.
Commando era molto veloce come ritmo, e si perdevano rapidamente le vite del protagonista se non si prestava molta attenzione al percorso. Il problema principale (oltre alla ripetitività) era che in certe occasioni, il gioco soffriva di un’IA molto carente, mentre in certi altri punti (per esempio, i soldati con lanciarazzi sui ponti) era difficilissimo superare gli ostacoli. Insomma, sostanzialmente era molto carente il livello di bilanciamento della difficoltà nel gioco.
Il protagonista era armato di mitragliatrice e bombe a mano (però di gittata limitata) e che agivano su una piccola area. Ma, nonostante un buon impatto iniziale e una certa eccitazione nel completare certe missioni, una volta capiti i piccoli trucchi del gioco diventava rapidamente monotono e molto facile.
Gli avversari principali erano i soldati a piedi, appoggiati da altri che stavano appostati dietro barriere o dentro trincee. In generale c’era una certa varietà di nemici e andando avanti si incontravano anche altri nemici in motocicletta, con bazooka, e nei bunker con cannone, eccetera.
Al termine di ogni livello, ci si fermava dinanzi al portone di una base nemica da cui uscivano frotte di soldati: per completare il livello tutti i soldati dovevano essere uccisi o fuggire.
La cosa migliore del gioco era comunque la musica, guerresca ed efficace, anche se dopo un po’ risultava ripetitiva e monotona.
Insomma, Commando fu l’ennesimo flop di un videogame tratto o ispirato da film di successo. Piacevole per alcuni momenti iniziali, il gioco diventava ben presto noioso e ripetitivo, vista la semplicità complessiva delle missioni e delle cose da fare. Si tratta, in sostanza, di un nuovo soggetto interessante che non si rivelò un titolo all’altezza. Non una novità, purtroppo.

in realtà Commando nasce come gioco arcade, è vero che sia l’arcade che il film sono dell’85, ma è anche vero che il titolo originale del gioco non è commando, è stato tradotto così nelle versioni europee e americana.
Quindi per una volta non è una pessima licenza cinematografica, ma solo una conversione da arcade piuttosto debole.
http://en.wikipedia.org/wiki/C.....ommando_(video_game)
In compenso per C64 sono usciti “who dares wins” e vari seguiti e mod che riprendono lo schema e le idee base di Commando, ampliandoli moltissimo, aggiungendo parecchia varietà alle missioni, ai nemici e in parte recuperando persino i contenuti dell’arcade che non erano presenti nella versione c64.
Tutto questo aveva un prezzo: la grafica e il sonoro di Who dares Wins erano decisamente inferiori a quelli di Commando, ma tuttavia più che funzionali al tipo di gioco, che alla fine era più divertente di Commando. Consiglio a tutti i fan di retrogaming di provarli.
di Luca - 14 Luglio 2009 - 00:21
Sinceramente a me è sempre piaciuto un sacco, ma essendo piccolino all’epoca non andavo mai oltre un certo punto (già le prime sabbie mobili mi mettevano in crisi). Rimane uno dei miei giochi preferiti!
di Michele - 14 Luglio 2009 - 07:05
Caro Luca, sì è vero Commando è tratto da un videogame arcade Capcom, ma è chiaramente (basti pensare che hanno lo stesso nome, e non è certo un caso) ispirato anche al successo del film omonimo di Schwarzenegger, che in quell’anno divenne uno dei più famosi titoli cinematografici.
Ispirato non vuol dire che vantasse la licenza originale del film, ma che ne riproduca un pò le atmosfere e lo stile. Ed in effetti sia il film che il gioco hanno parecchie cose in comune, a cominciare dallo sterminio dei nemici in stile “uno contro tutti”.
In ogni caso, lo ribadisco, non si trattò certo di un titolo che possa essere inserito nell’olimpo dei videogames C64.
Saluti
Demetrio Porcino
di Demetrio Porcino - 14 Luglio 2009 - 17:16
Non condivido la recensione di Demetrio, a me il gioco acchiappò molto e diventai un vero asso! (riuscivo a finirlo una decina di volte consecutivamente).
Possedevo la versione economica della “Armati”, ed in copertina c’era Schwarzy. Però è la versione originale a fare testo, e non ricordo che copertina avesse.
Restando in tema di guerra, richiedo la recensione di Beach head e Beach Head 2. Bellissimi!
di Michele (non il Michele del precedente commento) - 14 Luglio 2009 - 22:18
Non arrampichiamoci sul vetro: il titolo originale del gioco (”Senjou No Ookami”) dovrebbe bastare a fugare ogni dubbio. Non dimentichiamo poi che il gioco é uscito nel Maggio 1985, il film nell’Ottobre 1985. Inoltre, il personaggio si chiama “Super Joe”, non John Matrix.
“Commando” il gioco non ha niente a che vedere con “Commando” il film. “Solo contro tutti” è un leitmotiv classico dei videogiochi anni ‘80.
Quando al “flop”, io mi studierei bene le cifre: “Commando” é stato uno dei giochi più diffusi del periodo, e la colonna sonora di Hubbard per C64 é diventata un classico.
di Altair - 15 Luglio 2009 - 11:56
Innanzitutto grazie per i commenti e le precisazioni di tutti voi…non credevo che Commando avesse ancora tutti questi fan o appassionati che lo ricordano.
E’ ovvio che ogni gioco ha i suoi fan ed i suoi detrattori. Io ho parlato di flop in senso tecnico, a causa dei vari errori nella programmazione e per la ripetitività della meccanica di gioco.
Demetrio Porcino
di Demetrio Porcino - 15 Luglio 2009 - 13:57
Demetrio, temo che abbia ragione Altair riguardo all’ispirazione del videogioco.
I tuoi post li leggo con piacere perchè evocano bei ricordi (d’altra parte OneVintage è fatto apposta :) ), ti chiedo solo di informarti bene prima di scrivere, tutto qui.
Senza nessun rancore. ;)
di PoLaR - 17 Luglio 2009 - 12:43
Sinceramente lo ricordo come un titolo di successo, almeno qui in Italia. Di errori nella programmazione, sinceramente, non ho mai riscontrato nulla.
di Claudio - 17 Luglio 2009 - 12:53
Polar, è ovvio che mi informo bene prima di scrivere i miei articoli. Confermo l’ispirazione di Commando al film omonimo. Come ho già detto, ispirazione, anche per sfruttarne la popolarità: non derivazione diretta. Come puoi anche leggere in un altro commento di Michele “Possedevo la versione economica della āArmatiā, ed in copertina c’era Schwarzy”, è la stessa casa produttrice che ha messo in copertina Schwarzenegger, il protagonista del film Commando.
Per il resto, come ho detto prima il gioco aveva momenti adrenalinici e divertenti, ma non mancava di pecche e ripetitività (per chi volesse rileggere una recensione dell’epoca, consiglio quella di ZZap 64). Dunque non lo considero uno dei top games del C64, anche se in effetti (come dimostrano anche i tanti commenti sul blog) fu abbastanza popolare.
Demetrio Porcino
di Demetrio Porcino - 17 Luglio 2009 - 20:23
Innanzitutto complimenti per il sito e per lo stile sobrio e curato. E’ pertanto per pur amore di precisione (e di Commando!) che scrivo, non per polemica. Credo però sia giusto non revisionare la storia, pur videoludica.
- Come sottolineato da Altair, il gioco è uscito prima del film, e non di poco. La gestazione del gioco è stata peraltro molto lunga: Tokuro Fujiwara, il designer, ha sviluppato in parallelo Commando e Ghosts’n Goblins. Alla faccia della genialità! Di certo l’omonimia ha giovato, ma non si può creare un nesso causale di ispirazione gioco–>film. Diciamo che Capcom ha avuto molta fortuna a godere della casuale sinergia.
- Si è creato un buffo equivoco sul “produttore” Armati: la Armati era una società italiana che PIRATAVA i giochi originali, li metteva in avvolgenti confezioni e li vendeva (relativamente) a meno soldi: 14.900 o 19.900 lire. Armati, agendo in barba a ogni copyright di sorta, poteva ben mettere in copertina alle sue copie illegali quel che voleva. E’ questo il caso dell’edizione pirata di Commando con Schwarzenegger in copertina.
- Il termine “flop” non si presta a Commando per C64 Sotto il profilo di riscontro di pubblico (insieme a Bomb Jack e Ghosts’n Goblins totalizzò oltre 300.000 copie di venduto, uno sfacelo, per l’epoca, che garantì anni di rendita al publisher Elite. Per quanto concerne l’aspetto tecnologico, parlare di “flop” non si può per due ragioni: una è che il termine “flop” indica un insuccesso in termini di vendite o di ritorno d’immagine di un prodotto, l’altra è che le uniche pecche tecnologiche del gioco (qualche rallentamento e i livelli in meno) erano compensate da un ritmo di gioco arcade mai visto su 64 fino ad allora e da una colonna sonora che è tra le 10 migliori create sul chip SID (che si pappò oltre 3k di memoria, e addio livelli). La rece di Zzap64 fu infatti molto contestata: ci andarono giù pesante partendo anche dal retroscena a loro noto (la conversione fu realizzata da Chris Butler in due mesi, la colonna sonora da hubbard in 12 ore!!!).
Scusate ancora il tono (sicuramente suona un po’ saccente tutto ciò) ma volevo dare un piccolo contributo anch’io alla interessante querelle:D
di Bisboch - 21 Agosto 2009 - 16:15
Complimenti per le precisazioni, veramente dettagliate. E’ sempre piacevole leggere queste chicche riguardanti giochi che hanno fatto la storia del videogame. Come detto in precedenza, possedevo la versione Armati, sapevo che i giochi non erano originali, ma ignoravo che fossero illegali :D Ne avevo diversi di questo “produttore”.. a memoria ricordo Masters of The Universe, Barbarian, PitStop2, Howard the Duck e qualche altro titolo, tra cui quella schifezza di Mexico 86 ( in copertina c’era Zenga che sembrava indossasse un pigiama anzichè una divisa da portiere).
Tornando a Commando, per me resta un capolavoro.
di Michele - 19 Ottobre 2009 - 14:19