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Savio Bellini -
Venerdì 31 Ottobre 2008 alle 15:36

Com’è ben risaputo, nei primi anni del “videogioco” Atari ha sfornato titoloni di tutto rispetto, acquisendo una certa importanza nel campo.
Tra i tantissimi titoli degni di essere ricordati, sicuramente ve n’è uno forse meno popolare di altri, ma che di certo ha avuto i suoi primati.
Stiamo parlando di Centipede, e siamo nel 1980 quando Atari lo immette sul mercato. Il suo primato? Quello di essere stato il primo (e per l’epoca pressoché unico) videogame al cui sviluppo abbia partecipato una donna.
Per la precisione si tratta di Dona Bailey, che con la collaborazione di E Logg, già programmatore all’Atari e padre di Asteroids, diedero alla luce questo coin-operation. Tra le altre peculiarità del gioco vediamo la prima comparsa di una intelligenza artificiale.
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Savio Bellini -
Venerdì 31 Ottobre 2008 alle 08:44

La nascita di un piccolo caso storico, vista dopo 40 anni sembra una tipica storia da copione. Siamo sul finire degli anni ‘60 e due ingegneri, E. Roberts e Forrest M. Mimms III decidono di abbandonare i propri lavori e dedicarsi alla produzione di modellini di missili, sfruttando le loro conoscenze in campo elettronico.
Nel 1969, insieme ad altre due persone (Stan Cagle e Robert Zaller), fondano la MITS Micro Instrumentation and Telemetry Systems con sede nel garage di Roberts, in un piccolo paesino del New Messico, Albuquerque, lontani anni luce dalla Sylicon Valley che tutti conosciamo.
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Fabio Carletti -
Giovedì 30 Ottobre 2008 alle 16:09

Larry Rosenthal era uno di quei studenti del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che proprio non riusciva a staccarsi da Spacewar, il famoso videogioco che fin dai primi anni ‘60 girava sui mainframe universitari.
Presentò un’interessante tesi di laurea dove illustrava una piattaforma hardware dedicata in grado di far girare il gioco: le CPU, che erano una primizia tecnologica per l’epoca, costavano ancora centinaia di dollari, così Rosenthal optò per un’architettura RISC (Reduced Instruction Set Computer) costruita con chip TTL.
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Barbara Celli -
Giovedì 30 Ottobre 2008 alle 08:25

Il display numerico Nixie, introdotto sul mercato nel 1954 dalla Burroughs Corporation, ha trovato fin dal principio diversi campi di applicazione.
Utilizzato anche per la prima calcolatrice elettronica da ufficio, il Bell Punch/Sumlock ANITA Mk.VII del ‘61, venne altresì adottato dalla maggior parte degli accessori elettronici, come radiosveglie o orologi e trovò largo impiego anche in diversi tipi di attrezzature tecniche, quali voltmetri, multimetri, calcolatori di frequenza.
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Francesco Ferretti -
Mercoledì 29 Ottobre 2008 alle 15:58

Multics (Multiplexed Information and Computing Service) fu uno dei primi sistemi operativi time shering, progettato dal MIT con la collaborazione di Bell Labs e General Eletric, finanziato dall’Arpa e presentato ufficialmente nel 1965 al Fall Joint Computer Conference.
Tra gli sviluppatori era presente anche Ken Thompson e Dennis Ritchie che decisero di abbandonare il progetto Multics per dedicarsi a quello di Unix (inizialmente chiamato Unics, ‘cs’ ribadiva il legame di parentela tra i due).
Nel 1969 Bell Labs abbandonò il progetto ritenendo Multics un O.S. poco utilizzabile nella pratica.
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Fabio Carletti -
Mercoledì 29 Ottobre 2008 alle 08:08
Probabilmente molti di voi conosceranno Night Driver, il famoso arcade prodotto da Atari e passato alla storia come il primo gioco di guida con visuale in soggettiva.
In realtà Atari nel 1976 acquisì una piccola compagnia chiamata Micronetics che aveva appena lanciato sul mercato il suo primo gioco: Night Racer.
La Midway aveva già pronto il suo clone, Midnite Driver (poi ribattezzato 280 Zzzap) quando la Atari
presentò la riedizione del gioco Micronetics.
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Barbara Celli -
Martedì 28 Ottobre 2008 alle 17:19

Fatta eccezione per qualche affezionato utente e per gli amanti del retrocomputing, il Commodore 64 perse gradualmente la propria supremazia sul mercato verso la metà degli anni ‘80, soprattutto in favore dei più recenti Commodore Amiga e Atari ST a 16 bit.
Lo stesso periodo vide, d’altra parte, il proliferare di periferiche e add-on aggiuntivi, volti proprio al recupero e al rilancio del C-64.
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Francesco Ferretti -
Martedì 28 Ottobre 2008 alle 08:04

Il walkman e le audiocassette rappresentarono un successo strepitoso per la casa nipponica Sony negli anni ‘80, ma non fu altrettanto per ciò che fu designato come loro naturale successore: stiamo parlando dei MiniDisc.
Il MiniDisc è un supporto di memorizzazione audio magnetico-ottico notevolmente più piccolo del CD-ROM, lanciato nel mercato nel 1992 da Sony, dalla capienza di circa 145 MB e totalmente riscrivibile.
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Francesco Ferretti -
Lunedì 27 Ottobre 2008 alle 16:49

Di recente abbiamo assistito alla sconfitta di HD-DVD di Toshiba nella guerra contro Sony e il suo Blu-ray, nel settore dell’alta definizione.
Proprio Sony fu protagonista nella metà degli anni ‘70 di un’altra vicenda analoga nel settore audiovisivo, dalla quale, però, ne uscì sconfitta: stiamo parlando della lotta tra Betamax e VHS.
Il Betamax di Sony, lanciato sul mercato nipponico il 1 giugno del 75, rappresentò il primo supporto di videoregistrazione domestica della storia e utilizzava videocassette leggermente più grandi delle audiocassette, ma più piccole rispetto a quelle create per il VHS.
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Barbara Celli -
Lunedì 27 Ottobre 2008 alle 08:52

CreatiVision, introdotto sul mercato nel 1982 dalla società di Hong Kong V-Tech, viene presentato al pubblico come “home entertainment and personal computing system”, ovvero un ibrido fra una console da gioco e un home computer.
Il progetto fu supportato da una scrupolosa attenzione per i componenti hardware: basato sul nuovo microprocessore Rockwell 6502A a 2MHz, possedeva la scheda grafica Texas Instruments TMS9929, a 16 colori e in grado di gestire fino a 32 sprite, e l’ottima scheda audio Texas Instruments SND76489.
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Gino Giorgetti -
Venerdì 24 Ottobre 2008 alle 16:00

PDF o Potable Portable Document Format (formato per documenti portatili) è stato presentato, la prima volta nel 1993, dalla “Adobe Systems”. Si tratta di un formato di file (la cui estensione è .pdf) che permette l’esatta visualizzazione di un documento indipendentemente dal sistema operativo utilizzato, dall’hardware e dal software.
La Adobe, nel corso degli anni, ha realizzato diversi brevetti legati al formato PDF, ma ha sempre lasciato che il formato fosse un aperto, cioè che chiunque fosse libero di creare software che scrivono e/o leggono i file PDF senza dover pagare i diritti alla Adobe.
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Savio Bellini -
Venerdì 24 Ottobre 2008 alle 08:10

Sin dai suoi albori, l’informatica ha avuto una sua peculiarità. Nomi, sigle e quant’altro, tutto è una serie quasi indecifrabile di caratteri alfanumerici in sequenza.
Se questo per gli addetti ai lavori è una prassi normale, e ancora oggi utilizzata, per la gran parte delle persone, ricordare queste sigle potrebbe portare confusione. Difatti, fino a quando l’informatica non è uscita fuori dalla sua nicchia per portarsi al “grande popolo”, questo non era nemmeno un problema.
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Gino Giorgetti -
Giovedì 23 Ottobre 2008 alle 16:09

Nel ‘93 la Apple presenta il Macintosh TV, il primo tentativo della casa di Cupertino di realizzare un computer che avesse anche le caratteristiche di un televisore.
Di colore nero, esternamente somigliava al Macintosh Performa S500, con cui condivideva anche alcuni elementi della componentistica interna, prima su tutto la scheda madre.
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Barbara Celli -
Giovedì 23 Ottobre 2008 alle 08:26

Incentivata dall’enorme successo commerciale del Game Boy, la Tiger Electronics progettò una console portatile dalle caratteristiche analoghe, sebbene prevalentemente rivolta ad un pubblico di giovani adulti.
Battezzata come Game.com, fece la propria comparsa sul mercato nel 1997.
I primissimi modelli erano caratterizzati da due slot sul lato destro per l’inserimento delle cartucce di gioco o, in alternativa, da un modem da 14.4 Kbps che consentiva di connettersi, tramite presa telefonica, al costoso Internet Service Provider dedicato.
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Fabio Carletti -
Mercoledì 22 Ottobre 2008 alle 15:03

Il successo di Gran Track 10 dimostrò ad Atari che i giochi di guida facevano presa sul pubblico e potevano avere un certo mercato.
Numerosi perfezionamenti e sviluppi culminarono nel mastodontico Indy800: sostanzialmente un Gran Track con supporto per otto giocatori contemporaneamente e una sfavillante grafica a colori.
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Barbara Celli -
Mercoledì 22 Ottobre 2008 alle 08:17

EXL-100 è il risultato di tre ambiziosi informatici della filiale francese di Texas Instruments, mossi dall’idea di realizzare un sistema a basso costo, efficace, originale e soprattutto modulare.
Fu così che Jacques Lapacuer, Christian Petiot e Victor Zebrouck, a partire dai primi anni ‘80, creano una propria impresa, la Exelvision, in parte autofinanziandosi e in parte sostenuti dall’istituto statale Compagnie Générale de Constructions Téléphoniques.
EXL-100, lanciato definitivamente sul mercato nel 1984, presenta aspetti particolarmente innovativi. In primo luogo, sopprime l’uso di scomodi cavi sfruttando periferiche a raggi infrarossi e gli stessi connettori e slot di espansione sono nascosti da coperture a scomparsa.
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Fabio Carletti -
Martedì 21 Ottobre 2008 alle 15:52

Nella prima metà degli anni ‘80, Level 9 era una delle più famose software house inglesi impegnata nella produzione di avventure per i computer a 8 bit.
Level 9 era rinomata per la vastità dei suoi giochi, l’efficienza delle routine di compressione, la complessità delle storie e i testi in stile letterario (anche se a volte pieni di errori).
Fu fondata nel 1982 da Pete Austin e la società rimase sempre a conduzione familiare.
Il primo prodotto della Level 9 non fu un’avventura testuale, ma un’estensione del BASIC per un computer a 8 bit, il NASCOM.
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Roberto Deidda -
Martedì 21 Ottobre 2008 alle 08:43

Nel settembre del 1949 l’ingegnere americano A.D.Weir inventò il Photo-Pac, la prima macchina fotografica monouso (in inglese “disposable” o “single-use camera”).
35-mm, senza parti in metallo e meccanismi per riavvolgere la pellicola, il Photo-Pac arrivava a fare 8 scatti. Poi si infilava in una cassetta delle poste e dopo sette giorni arrivavano le foto a casa.
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Barbara Celli -
Lunedì 20 Ottobre 2008 alle 15:38

Nel lontano 1962, vide la luce la prima versione di SpaceWar, considerato il primo videogioco commerciale e, secondo l’autorevole parere di Henry Lowood della Stanford University, uno dei dieci videogame più influenti della storia.
Ritenuto il precursore del noto Asteroids, sviluppato da Atari alla fine degli anni ‘70, SpaceWar fu programmato dall’informatico statunitense Steve Russell (con la collaborazione di Wayne Witanen e Martin Graetz) appositamente per la piattaforma PDP-1.
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Fabio Carletti -
Lunedì 20 Ottobre 2008 alle 08:22

Shark Jaws fu prodotto da Atari nel settembre del 1975 per sfruttare commercialmente il successo del film “Jaws” (Lo Squalo).
Atari si mosse in prima persona con Nolan Bushnell ma non riuscì ad accordarsi con la Universal Pictures per ottenere la licenza ufficiale.
Per evitare ogni possibile controversia legale Bushnell pensò bene di creare una società sussidiaria (come aveva già fatto con la Kee Games) ma in realtà sotto il diretto controllo della casa madre.
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