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Mauro Di Gregorio -
Martedì 30 Settembre 2008 alle 16:50

Il Tube Cube era un televisore portatile in bianco e nero da 9 pollici prodotto dall’azienda inglese Pye nei primi anni ‘80. Aveva la forma di un cubo, come si intuisce dal nome, ed era caratterizzato dalla particolarità di avere integrati una sveglia digitale, una radio e un mangianastri che poteva registrare direttamente dall’audio delle trasmissioni TV, oltre che dalla radio e da fonti esterne.
Era montato su una base rotabile, aveva un manico sulla sommità ed era stato messo in commercio in due colori, bianco e nero, al prezzo di 175 sterline.
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Roberto Deidda -
Martedì 30 Settembre 2008 alle 13:01

Dopo il successo del virtual pet Tamagotchi, il famoso cucciolo da accudire uscì dallo schermo a due dimensioni per diventare “reale”, in pelo e chip. Ed ecco il Furby, come spiega il suo stesso nome: “fur” (pelliccia) e “ball” (palla), insomma, una palla di pelo.
Nel 1998 Dave Hampton e Caleb Chung diedero vita a questo primo animale robotico e interattivo prodotto per la Tiger Electronics; venduto inizialmente per 35$, visto il suo enorme successo arrivò a costare oltre 100$.
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Barbara Celli -
Martedì 30 Settembre 2008 alle 08:37

Il Sapientino, entrato nella storia fra i più famosi giochi educativi, ha spento 40 candeline lo scorso anno.
Nato nel lontano 1967 da una bizzarra idea di Mario Clementoni, il quale ha confidato di come sia stato “illuminato” sul modello a due spinotti semplicemente osservando i lacci delle scarpe, si tratta di un gioco elettronico dal meccanismo elementare.
La confezione comprendeva una serie di schede riportanti quiz dei più diversi argomenti e, sulle stesse, erano presenti dei fori a lato delle domande e delle possibili risposte. Collegando opportunamente gli spinotti con domanda e risposta esatta veniva emesso un segnale sonoro, per mezzo di un campanellino.
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Barbara Celli -
Lunedì 29 Settembre 2008 alle 14:14

Nei primi anni ‘80, Kazuhiko Nishi della filiale giapponese Microsoft, progettò uno standard unico che, una volta adottato dai vari produttori di home computer, avrebbe reso tutti i prodotti compatibili fra loro.
Battezzato come MSX, si trattava, in realtà, di un ibrido di componenti già esistenti: la CPU principale era costituita dal microprocessore Zilog Z80, la grafica era fornita dal processore video TMS9918 della Texas Instruments e l’audio era basato sul chip sonoro AY-3-8910 della General Instruments.
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Barbara Celli -
Lunedì 29 Settembre 2008 alle 10:20

Ormai completamente in disuso e soppiantato dai più pratici e moderni telefoni cellulari, il cerca-persone conobbe un discreto successo agli inizi degli anni ‘90.
Commercializzato in Italia con il nome di Teledrin, si trattava di un piccolo ricevitore portatile che avvisava, tramite un segnale sonoro, ogni qualvolta si riceveva una telefonata, mostrando sul display il numero telefonico da cui la stessa era pervenuta.
Tuttavia, il cerca-persone non permetteva di effettuare telefonate e l’utente era costretto ad utilizzare altre modalità per ricontattare chi lo aveva cercato.
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Gino Giorgetti -
Venerdì 26 Settembre 2008 alle 16:11
A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar, da narrar
Iniziano tutte così, le Fiabe Sonore della Fabbri Editori, non il primo esemplare del genere, ma certamente il più diffuso e famoso.
Il primo numero della collana venne distribuito gratuitamente sul finire del 1966, contenente solo il 45 giri e narrante la storia de “I tre porcellini” dei fratelli “Grimm”, una operazione promozionale per lanciare la nuova iniziativa editoriale.
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Barbara Celli -
Venerdì 26 Settembre 2008 alle 13:04

A differenza della precedente versione, pressoché destinata ai soli appassionati del settore informatico, Apple II fu, a tutti gli effetti, il progenitore dei successivi home computer.
Progettata da Steve Jobs e Steve Wozniak nel 1976, e ufficialmente presentata l’anno seguente al primo “Computer show” di Atlantic City, si trattava di una macchina notevole, racchiusa in un case beige in plastica (esteticamente piacevole oltre che funzionale) e fornita di monitor e tastiera.
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Savio Bellini -
Venerdì 26 Settembre 2008 alle 07:57

Siamo agli inizi del 2003, quando la divisione Siemens Mobile della Siemens AG si tuffa in una strana impresa… il nome di questa impresa è Xelibri.
Tenuti a battesimo tramite una massiccia campagna pubblicitaria (forse qualcuno ricorda la Illegal Dance della pubblicità televisiva), il brand creato ex novo è una nuova linea di telefonia cellulare con una particolarità, quella di essere completamente fuori da ogni schema.
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Savio Bellini -
Giovedì 25 Settembre 2008 alle 13:15

Sin dalla sua nascita, l’informatica si è sempre portata dietro qualche errore. Naturalmente non solo in questo ambito esistono gli errori, ma forse qui vi è quel tocco di fantasia in più nel renderli noti.
In informatica, un Bug (letteralmente “insetto”) sta ad indicare un errore nella scrittura del codice di un software, causante errori, comportamenti ambigui o inattesi, o può anche essere intesa come un’errata progettazione di un hardware che può portare anch’essa ad errori non prevedibili a priori.
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Fabio Carletti -
Giovedì 25 Settembre 2008 alle 07:54

Dopo il fortunato BBC Micro era tempo per la Acorn di sviluppare una nuova piattaforma in grado di reggere il passo delle nuove macchine a 16-bit.
Il team di sviluppo testò alcuni processori come il Mos Tecnology 65C816 (usato nell’Apple IIGS) e il diffusissimo Motorola 68000, ma queste CPU, in alcune circostanze, si dimostrarono molto lente con quel codice che il modesto 8-bit 6502 gestiva con disinvoltura.
In parole povere le CPU a 16-bit sembravano “girare a vuoto” mentre venivano recuperati dalla memoria i dati per eseguire le istruzioni più complesse.
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Barbara Celli -
Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 16:31

Ancor prima del più noto Pong di Atari, fece la propria comparsa un apparecchio modesto e rudimentale che, tuttavia, conquistò il titolo di prima console per videogiochi mai uscita sul mercato.
Il Magnavox Odyssey, progettato da Ralph H. Baer nel 1968 e commercializzato 4 anni più tardi, era una macchina alimentata a batterie, sprovvista di audio e dotata di una grafica decisamente approssimativa.
Si trattò, però, di una vera e propria rivoluzione considerando che, per la prima volta, si concepì uno strumento per videogiochi dedicato all’ambiente domestico.
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Fabio Carletti -
Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 12:55

L’A4, introdotto nel 1992, è un laptop basato sull’architettura RISC dell’Acorn Archimedes.
Usa lo stesso case del notebook Olivetti S20 (infatti a quel tempo la Acorn era di proprietà dell’azienda italiana) che ha le dimensioni di un foglio A4, da cui il nome.
Presenta un diplay LCD da 9″ in scala di grigio con una risoluzione di 640×480 pixel che pur essendo di tipo passivo è sorprendentemente nitido. La tastiera è una 83 tasti standard.
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Savio Bellini -
Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 08:27

Alla Commodore Business Machine, consci del successo del loro gioiellino C64, provarono più di una volta a dargli un degno erede in grado di fare altrettanto bene.
Ma col passare degli anni, l’impresa si rivelava sempre più difficoltosa. Provarono prima nel 1984 con la serie Commodore 264, che seppure si dimostrò una macchina valida da un punto di vista tecnico, questa soffriva sotto molti altri punti di vista, e si rivelò essere un mezzo flop. Poi ritentarono nuovamente l’anno successivo, ma il progetto Commodore 128, anch’esso tecnicamente all’avanguardia, si trovò quasi subito affiancato da un certo Amiga 500, vedendo così limitato il suo spazio sul mercato.
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Fabio Carletti -
Martedì 23 Settembre 2008 alle 16:26

La Regency TR1, commercializzata nell’Ottobre del 1954, fu la prima radio a transistor sul mercato e, al momento del lancio, anche quella più piccola mai costruita. Misurando appena 13 x 8 x 3 centimetri e con un peso di 340 grammi, poteva veramente definirsi “tascabile”.
Usava una batteria Eveready 412 da 22.5V ed era basata su 4 transistor di produzione Texas Instruments.
Fu anche il primo prodotto transistorizzato a godere di una certa diffusione.
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Roberto Deidda -
Martedì 23 Settembre 2008 alle 12:10
Il Monoscopio (termine dell’antica “TV” greca: “mono” uno solo e “scopio” osservo) è
“uno speciale tubo di ripresa, usato nella tecnica televisiva per la trasmissione di un’immagine fissa costituita da una serie di figure geometriche e che consente la messa a punto e la regolazione dei ricevitori” (De Mauro).
Insomma, è un test per il televisore, un esame di maturità cui si sono dovuti sottoporre milioni di schermi nel corso degli ultimi decenni. Ma è anche un simbolo degli anni 70.
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Fabio Carletti -
Martedì 23 Settembre 2008 alle 08:53

Valhalla è il primo e unico gioco sviluppato dalla londinese MiCROL nel 1983 per lo ZX Spectrum.
L’anno successivo vide la luce la versione per Commodore 64 con etichetta Legend.
Questo semisconosciuto videogame fu la prima avventura grafica a fare uso di animazioni, precedendo di qualche mese il leggendario King’s Quest.
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Barbara Celli -
Lunedì 22 Settembre 2008 alle 16:30

A più di 20 anni di distanza dalla sua nascita, il celebre videogioco Arkanoid continua a conquistare il favore del pubblico.
Originariamente prodotto da Taito Corporation nel 1986 e ispirato al precedente Breakout, deve il suo successo a una dinamica di gioco piuttosto semplice.
La versione classica prevede, appunto, la demolizione di una serie di mattoncini colorati avvalendosi di una sfera, la cui direzione viene determinata dal contatto con una base controllata dal giocatore.
Proprio con l’intento di recuperare il noto arcade, nasce un riadattamento del gioco per le più moderne piattaforme Nintendo DS.
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Gino Giorgetti -
Lunedì 22 Settembre 2008 alle 12:25

Agli inizi degli anni ‘60, la Kodak avviò la progettazione di una nuova pellicola per cineprese, adatta sia all’uso professionale che a quello amatoriale.
Fino a quale momento venivano usate pellicole a 16 mm, chiamate Doppio 8, che seppur fornivano buoni risultati erano certamente molto complicate da utilizzare.
Nell’Aprile 1965 venne presentata per la prima volta la pellicola Kodak Super 8mm. Molto differente dalle precedenti, era racchiusa in un caricatore (che consentiva un montaggio anche in ambienti molto luminosi). La perforazione laterale della pellicola era piccola, in modo da ottimizzare lo spazio sugli 8mm e da ottenere un fotogramma il 50% più grande di quello delle pellicole precedenti.
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Fabio Carletti -
Lunedì 22 Settembre 2008 alle 08:30

Nel 1983, IBM iniziò lo sviluppo del PCjr, una versione economica del PC IBM destinato al florido mercato degli home-computer. Con una grafica a 16 colori, sonoro a 3 canali e 128k di memoria, il Pcjr aveva tutte le carte in regola per competere con Apple II e Commodore 64. Ma queste caratteristiche hardware non erano sufficienti per imporre il prodotto all’attenzione degli utenti, IBM aveva bisogno di un qualche software per mostrare tutte le potenzialità del PCjr: un videogame sarebbe stato perfetto.
Sierra online, che già aveva realizzato ottimi giochi per Apple II, sembrava essere proprio la compagnia giusta per questo scopo.
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Fabio Carletti -
Venerdì 19 Settembre 2008 alle 16:01

L’Osborne-1 fu presentato al West Coast Computer Faire nell’Aprile del 1981 e fino all’inizio del 1983 continuò a vendere più di 10.000 unità al mese, facendo entrare nelle casse dell’azienda milioni di dollari.
Adam Osborne fondò la sua compagnia nel 1972 con lo scopo di pubblicare dei manuali informatici di facile lettura. Nel 1977 la Osborne Books aveva già al suo attivo più di 40 titoli. Nel 1979 Osborne vendette tutto in blocco alla McGraw-Hill e decise di fare il gran salto nel mercato dei personal computer.
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