Archivio di Giugno 2008

Il bigrigio, quando il telefono era un disco

telefono bigrigio

In principio era la SIP, ovvero la Società Italiana per l’Esercizio Telefonico, nata nel 1967 e divenuta nel 1985 Società Italiana per l’Esercizio delle Telecomunicazioni. Il nome SIP evoca tanti ricordi, come il monopolio della telefonia e come il mitico telefono a disco.

Il bigrigio, chiamato così proprio perché era bigrigio, prodotto dalla FATME, ci riporta nel pieno degli anni ‘70. Quando le telefonate si facevano per dirsi qualcosa e comporre un numero di telefono costava attenzione e fatica.

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Busicom ha un cuore Intel

Calcolatore Busicom

Busicom era un’azienda giapponese che produceva calcolatori elettronici. L’adozione dei circuiti ad alta integrazione (MOS LSI, large-scale-integration) fu la chiave di volta per la tecnologia di questi dispositivi che da elettromeccanici diventarono elettronici.

Nel 1969, Busicom sviluppò l’architettura per un nuovo calcolatore di fascia alta e contattò Intel che all’epoca era una delle poche aziende con l’esperienza necessaria per realizzare i chip.

Busicom presentò ad Intel il progetto che prevedeva la realizzazione di dodici chip dedicati. Ted Hoff, a capo della divisione sviluppo di Intel, valutò la proposta ma concluse che il design di Busicom poteva essere realizzato in modo più efficiente con un’architettura general-purpose che consisteva di soli quattro chip: una ROM (4001), una RAM (4002), un input/output (4003) e una CPU a 4-bit (4004).

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Il Mouse, la periferica che cambiò il mondo

Il primo mouse progettato da Dougls Engelbart

Brevettato il 21 Giugno 1967, come “X-Y Position Indicator for a Display System“, è frutto dalla genialità e della lungimiranza di “Dougls Engelbart”. Rifinito da una scocca in legno, il primo puntatore meccanico della storia dei computer riceveva le informazioni di movimento inviate da due rotelle metalliche che rappresentano gli assi cartesiani orizzontali e verticali.

Presentato ufficialmente nel 1968, durante la Fall Joint Computer Conference di San Francisco, Engelbart stupì tutti gli esperti presenti con una dimostrazione di oltre 90 minuti (qui inseriamo solo il primo dei nove video, tutta la presentazione è visibile su YouTube cercando “Doug Engelbart 1968 Demo”) in cui controllò con il mouse, un sistema di computer in rete, mostrando link ipertestuali, editing di testo, gestione di finestre multiple attraverso una serie di monitor.

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Intellivision by Mattel, TV “intelligente” a 16 bit

Mattel Intellivision

L’Intellivision era la console con cui la Mattel cercò, nel 1980, di imporsi sul nascente mercato dell’intrattenimento videoludico, provando a far concorrenza all’Atari 2006, allora leader incontrastato.

Tutto iniziò nel 1977, quando a Richard Chang, capo dipartimento della sezione design e sviluppo dei giocattoli Mattel, venne l’idea di produrre una console per videogiochi. I vertici aziendali erano riluttanti all’idea di competere con la console di casa Atari, prevedendo un flop. La Mattel allora ripiegò momentaneamente sul più modesto obiettivo di produrre giochi elettronici, molti dei quali si rivelarono un successo. Dopo questa breve pausa il progetto dell’Intellivision ripartì e la macchina comparve sugli scaffali dei negozi di Fresno, in California, nel 1979 con quattro videogiochi: Poker & Blackjack, Math Fun, Armor Battle e Backgammon.

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Apple Newton: un palmare a Cupertino, il nonno dell’iPhone

Apple Newton

C’era una volta Apple che costruiva palmari, si chiamavano Newton, erano all’avanguardia, disponevano di tecnologie moderne ed erano i nonni dell’attuale iPhone o del nuovissimo iPhone 3G.

Newton Message PAD è il nome della famiglia di palmari sfornata da Apple nel lontano 1993 fino al 1998. Più precisamente, nell’estate di quell’anno venne presentato il Newton Message PAD, un primo esperimento di palmare, dal costo proibitivo ($699) e da una mediocre autonomia. Abbandonato nel Marzo del ‘94 aveva un processore a 20Mhz e 640KB di RAM.

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C’era una volta il Grillo Parlante

Grillo Parlante

C’era una volta… nel 1984 la favola di Pinocchio ha vissuto una seconda giovinezza per merito della Texas Instruments e del Grillo Parlante.

Lo Speak&Spell, questo l’originale in inglese, creato dall’ingegnere Paul Breedlove nel 1978 e tradotto nel nostrano Grillo Parlante dalla Clementoni, fu un grande successo dei giochi degli anni ‘80.

Un computer educativo che attraverso la sua voce, un sintetizzatore vocale, aveva la finalità di insegnare a leggere e a scrivere ai bambini. Sulla parte superiore c’era un display stretto e lungo su cui apparivano le parole digitate premendo i pulsanti/lettere della tastiera.

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Il Mangiadischi Penny, la propria musica preferita fra le mani

Il Mangiadischi Penny

Possiamo anche considerarlo l’antenato del walkman, infatti il mangiadischi è stato il primo mezzo che ha permesso di poter ascoltare la propria musica ovunque si andasse.

Tra questi, il più diffuso è stato certamente il Penny. Si tratta di un grosso scatolotto compatto, caratterizzato da colori vivaci (forse il più diffuso era quello arancio), era alimentato a batteria o tramite la presa elettrica.

Sul frontale dei fori di diverse misure permettevano alla musica di diffondesi con chiarezza. I dischi venivano introdotti in una “bocca” posta sul lato alto dove erano anche presenti le rotelle di volume e tono e il bottone per l’estrazione del disco.

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Microsoft MS-DOS, il primo Sistema Operativo di massa

MS-DOS confezione originale

Rilasciato la prima volta nell’Agosto del 1981, MS-DOS (Microsoft Disk Operating System), è un sistema operativo con interfaccia di tipo shell (chiamata command). Era in grado di gestire un solo utente e di far girare un solo programma per volta. Il rapido sviluppo tecnologico dell’epoca mise rapidamente in evidenza alcune grandi pecche di questo sistema operativo, come l’incapacità di gestire più di 640 KB di RAM e altri problemi che si portò dietro fino alla nascita di Microsoft Windows 95.

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Dai Floppy Disk ai Flash Drive USB

Floppy disk

Le moderne chiavette USB rappresentano certamente un’ottima soluzione per archiviare i propri dati: di dimensioni ridotte, comode e auto installanti, godono di una maggiore capacità di memoria e velocità di scrittura.

Ma il recente e incessante sviluppo tecnologico ha contribuito a farci trascurare qualche tappa fondamentale.

Probabilmente, non saranno in molti a ricordare il primo dispositivo di memoria portatile: un “misero” Floppy Disk, in grado di contenere appena 80 KB.

Ideato da David Noble della IBM nell’ormai lontano 1967, il primissimo “dischetto” misurava 8 pollici di diametro ed era, in realtà, un supporto di sola lettura.

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Un gioco da bar: il mitico Flipper

Flipper

Oggi siamo abituati ad impegnare il nostro tempo libero con le console o, meglio dire, con i video giochi, che si sono sviluppati soltanto negli ultimi decenni del secolo passato, prima di allora si giocava al Flipper.

Questo gioco d’abilità compare per la prima volta negli Stati Uniti, luogo da cui ha avuto origine la sua diffusione nel mondo intero.

In Italia fu importato in versioni appositamente realizzate per il nostro mercato, in quanto ritenuto, quello del flipper, gioco d’azzardo.

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Apple Pippin, mela amara

Bandai atmarks

Sebbene il Pippin avesse tutte le caratteristiche di un computer, fu concepito principalmente come un dispositivo multimediale dedicato all’intrattenimento.

Apple realizzò una piattaforma basata sul processore PowerPC 603 a 66Mhz e una versione ridotta del sistema operativo Mac OS 7.5 e decise di cedere a terze parti la licenza di questa tecnologia.

Il Pippin non fu mai commercializzato con il brand Apple, fu la Bandai che si mostrò interessata al progetto, acquistò le licenze e con il nome di Bandai @Marks lo realizzò per il mercato giapponese nel Marzo del 1996 e nel Novembre dello stesso anno, ribattezzato @Worlds e con una differente livrea di colore nero, lo introdusse anche nel mercato americano.

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NEStopia 1.40: il vecchio Nintendo sul proprio PC

Screenshot di NEStopia

Lo scorso 8 Giugno è stata rilasciata la nuova versione di NESTopia, l’emulatore NES completamente gratuito, distribuito sotto licenza GNU.

Scritto in linguaggio C++ e originariamente sviluppato nel 2002 solo per Windows, è ora disponibile anche per i Sistemi Operativi Mac OS X e Linux.

Si tratta di un must per tutti i nostalgici dei vecchi giochi Nintendo, che potranno finalmente rivivere l’emozione delle saghe che hanno segnato un’epoca, come Super Mario Bros, Zelda, Ninja Gaiden o Snow Bros.

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Beovox “Cube” 2500

Beovox "Cube" 2500

Le Beovox “Cube” 2500 furono concepite nel 1967, dalla mente geniale di Jacob Jensen, il designer danese che firmò una serie di prodotti che hanno contribuito al prestigio del marchio Bang & Olufsen.

Le Cube non sono solo un esercizio di design, ma sono una delle prime risposte alle esigenze degli audiofili più raffinati.

Durante gli anni ‘60 la B&O si era impegnata nel creare un’esperienza sonora di qualità stereo: mentre le basse frequenze non rappresentano un problema (poiché l’udito umano non è in grado di localizzarne la direzione), saper controllare i medi e gli alti rappresenta la vera sfida per chi costruisce diffusori acustici.

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ZX Spectrum, l’altra faccia dei PC anni ‘80

ZX Spectrum

Abbiamo già parlato del Commodore 64 ma non molti conoscono il suo vero antagonista, il Sinclair ZX Spectrum.

Presentato nel 1982 è un prodotto dell’inventiva di “Sir Clive Sinclair”, un lord inglese appassionato di tecnologia e autore di diverse invenzioni, alcune estrose altre di uso quotidiano, come le calcolatrici portatili con display a LED.

Lo Zx Spectrum nacque come personal computer a basso costo, tutto era pensato per permettere all’utilizzatore di risparmiare, infatti per funzionare necessitava solo di un televisore e di un normalissimo registratore a cassette. Al contrario il suo antagonista necessitava di un registratore proprietario, più costoso e che oltretutto era quasi 5 volte più lento di quello dello Spectrum.

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Net Yaroze ovvero la PlayStation programmabile

Net Yaroze

Sicuramente conoscerete la PlayStation, la console a 32 bit della Sony.

Ma in pochi sanno che per 750 dollari era disponibile un kit per programmatori chiamato Net Yaroze, il quale conteneva una speciale console colorata di nero, un manuale, il software per programmare la console con la possibilità di utilizzare i giochi di qualsiasi versione.

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Atari Lynx, il flop portatile

Atari Lynx - Logo e console

Quando viene prodotto un nuovo componente hardware, e viene dotato delle migliori tecnologie tali da renderlo superiore alla concorrenza, ci si aspetterebbe di trovarsi di fronte a un successo.

E invece la storia insegna che i videogiochi sono un campo particolare, e non sempre il migliore è colui che vince sulla carta.

Ecco in estrema sintesi la storia della console portatile Lynx prodotta da Atari nel 1989.

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Apple Lisa, anche a Cupertino i flop

Apple Lisa

Avremo a che fare con l’Apple Lisa per i prossimi dieci anni.

Fu quello che pronunciò “Steve Jobs”, patron di Apple, alla presentazione di Lisa, un PC veramente avveniristico per i suoi tempi.

Presentato nel Gennaio del 1983 ebbe vita molto breve, appena due anni. Ne vennero prodotti solo 10mila esemplari, sia per l’elevato costo, quasi 10.000 Dollari, sia perché seppur avveniristica nella concezione la macchina si presentava troppo lenta.

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Canon Pocketronic, la calcolatrice diventa tascabile

Canon Pocketronic

La Canon Pocketronic è la prima calcolatrice tascabile funzionante a batteria e anche uno dei primi dispositivi ad usare circuiti integrati a larga integrazione (LSI).

È basata su un progetto Texas Instruments avviato nel 1965 e realizzato come prototipo nel ‘67.

Il progetto “Cal-Tech” (Calculator Technology), inizialmente non prevedeva la realizzazione di un prodotto commerciale, era piuttosto un esercizio per stimolare la creatività e affinare la tecnologia di produzione.

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Mario e Luigi, Bros senza tempo

Mario e Luigi

I Bros, appunto Mario e Luigi, sono certamente la coppia di eroi dei videogame più famosa in assoluto. Baffoni neri, naso e mento pronunciati mostravano una loro origine italo-americana, pare anzi che il nome Mario derivi appunto da quello del proprietario, italo-americano, dello stabile in cui aveva sede la Nintendo, in America, agli inizi degli anni ‘80.

Ma forse le cose non sono andate proprio così, infatti, fatta eccezione per il nome, l’aspetto di Mario e Luigi non è una scelta stilistica ma è dovuto a necessità tecniche dell’epoca. A quell’epoca la tecnologia e le prestazioni delle console di gioco non erano tali da permettere un buon dettaglio di personaggi e paesaggi, per questo motivo la Nintendo utilizzò gli enormi baffoni e le le basette per mettere in rilievo il naso e le orecchie. Anche il berretto non era li per caso ma per evitare di dover pensare al movimento dei capelli, e anche la salopette serviva per semplificare il lavoro e rendere maggiormente visibile i movimenti delle braccia e del tronco.

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Le audiocassette: la musica a portata di mano

Audiocassetta

Prima degli MP3, prima della diffusione dei compact disk, la musica si ascoltava sulle musicassette. Questi piccoli supporti analogici rappresentarono un’invenzione di portata storica, perché rivoluzionarono il modo di fruire la musica: per la prima volta gli utenti potevano creare le proprie compilation e potevano portare agevolmente con sé le canzoni preferite grazie ad un walkman o all’autoradio. E se un brano veniva a noia, ci si poteva sempre registrare sopra.

Ufficialmente la data di nascita delle musicassette (o “audiocassette”… o semplicemente “cassette”) risale al 1963 ad opera della Philips che le introdusse sul mercato europeo.

L’anno seguente sbarcarono sul mercato americano. La vera invasione delle “Compact Cassette”, questo il marchio commerciale, avvenne poco dopo, quando il pubblico mostrò di gradire i nastri pre-registrati con incise le canzoni dei musicisti dell’epoca.

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