Archivio di Maggio 2009

Attack of the Mutant Camels: gli strani cammelli di Jeff Minter

Attack of the Mutant Camels

Attack of the Mutant Camels è stato uno di quei videogame strani e dal valore tecnico non eccellente, ma anche irresistibili e dalla grande giocabilità. Nato nel 1983 dalla mente geniale e psichedelica dell’inglese Jeff Minter, debuttò su Commodore 64 con la pubblicazione di Llamasoft. In pratica si trattava di uno shooter a scorrimento orizzontale nel quale si controllava un piccolo jet lanciato allo sterminio di enormi cammelli gialli, da uccidere prima che potessero rientrare alla loro base.

I cammelli stessi erano però tutt’altro che mansueti, dato che “sparavano” delle palle di fuoco dalla loro bocca… Ogni livello del gioco aveva un gruppo di cammelli da abbattere, che procedevano lentamente da sinistra verso destra su schermo cercando di ritornare al loro settore. Come detto, le “simpatiche bestiole” reagivano furiosamente agli attacchi, riuscendo spesso a colpire il malcapitato pilota del jet, facendogli perdere una delle vite della partita.

Continua »

La Sega e lo sfruttamento commerciale delle proprie origini

Sega e lo sfruttamento del passato

Sega è un marchio storico del mondo videoludico. Fondata nel 1940 ad Honolulu nelle Hawaii, Stati Uniti con nome di Standard Games, la società era stata pensata dai pionieri Martin Bromely, Irving Bromberg, e James Humpert per offrire degli svaghi elettronici ai tanti soldati americani nelle basi militari. La società americana decise però di seguire il traino del mercato e si trasferì a Tokyo, Giappone nel 1951 e l’anno dopo cambiò il proprio nome in “SErvice GAmes of Japan” (da cui SEGA).

Il lavoro iniziò ad andare bene con i primi coin-op elettromeccanici e dopo la fusione con la Rosen Enterprices (che si occupava di stand fotografici automatizzati) iniziò un successo entusiasmante con la produzione parallela di software, giochi e franchise (come Zaxxon, Out Run, Virtua Fighter, Sonic) e hardware nella forma di coin-op e poi console da casa (MegaDrive, Saturn, Dreamcast) fino a giorni moderni. Dall’abbandono dello sviluppo hardware da casa del 2002 ad oggi, la SEGA si è concentrata su giochi importanti multipiattaforma, ma non ha disdegnato uno sguardo al proprio passato.

Continua »

sponsor

Wizball: uno strano ma divertentissimo rompicapo

Wizball primo successo Sensible Software

Fra i videogame dal soggetto più strano ma dalla giocabilità più entusiasmante e divertente un posto di rilievo spetta di diritto a Wizball, un titolo uscito nel lontano 1987 su Commodore 64. Il gioco venne creato da John Hare e Chris Yates della Sensible Software e distribuito dalla Ocean Software e riscosse subito un grande successo fra l’utenza commodoriana. Il suo segreto? Un’ambientazione e un soggetto un po’ pazzo e schizofrenico, ma di grandissimo impatto come giocabilità e divertimento.

Riassumiamo la storia alla base del gioco: il mago Wiz e il suo gatto Nifta devono riportare la felicità e i colori in Wizworld, dopo che il perfido Zark ha sottratto tutta la colorazione fantastica dei vari mondi condannandoli ad un triste e monotono grigio. Per recuperare i colori perduti bisognava guidare Wiz (trasformato in una zucca) in un’avventura a scorrimento orizzontale lungo una serie di scenari. Al loro interno vi era una moltitudine di nemici su cui far fuoco per raccogliere le gocce di colore che rilasciavano dopo essere stati colpiti. Tali gocce, raccolte nella giusta quantità e mixate fra loro, andavano poi depositate in una serie di calderoni alla fine del livello. Se i colori erano stati raccolti in quantità sufficiente, si aveva la piacevole visione di una splendida rifioritura delle tonalità di colore nella location completata.

Continua »

Dino Dini: il Signore dei videogame calcistici

il genio del calcio videoludico

La storia dei videogame è certamente ricca di grandi programmatori. Ma ce ne sono alcuni che più di altri hanno avuto un ruolo e un fascino davvero straordinario. Fra gli indimenticabili c’è senz’altro Dino Dini, un grande creatore di videogame, inglese di nascita ma di origini italiane (i suoi genitori sono toscani per la precisione), il cui nome rimarrà sempre legato a due straordinari titoli calcistici come Kick Off e Player Manager, che fra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 entusiasmarono il pubblico. La storia del Dini amante dei videogiochi inizia quando il genio dei videogames ha meno di 10 anni, in una grande sala giochi che lo impressiona e fa nascere in lui l’amore per i circuiti elettronici e i videogame. Come programmatore inizia a 13 anni con un Acorn System 1, macchina per la quale crea il suo primo videogioco. Ma la fama arriva solo qualche anno più tardi.

Continua »

One on One: il basket su C64 con Dr. J e Larry Bird

Dr. J vs. Larry Bird

Nel lontano 1983, Electronic Arts lanciò su Commodore 64 (e poi anche su altre piattaforme) uno dei primi videogame di basket, un gioco che rimarrà famoso per molto tempo: One on One: Dr. J vs. Larry Bird, meglio conosciuto come One on One. Si trattava di un gioco basato sullo scontro uno contro uno di due dei migliori giocatori della NBA (la lega professionistica di basket americano) del tempo: Larry Bird dei Boston Celtics, considerato da molti il più forte giocatore bianco di ogni tempo, e Dr. J, alias Julius Erving dei Philadelphia 76ers. Fu il primo titolo ad avere il nome di un atleta (anzi due, in questo caso) sulla copertina, e fu anche il primo videogame sportivo per PC a vendere oltre 100.000 copie.

Continua »

Nuova vita per il Sega SC 3000

Il Sega SC 3000 rinasce

Nel lontano 1981 la Sega iniziò a sondare le acque per il lancio di una console da giochi tutta fatta in casa, il Sega Game 1000, sviluppata attorno al potente processore NEC 780C (un clone del più noto Zilog Z80) a 3.5 MHz. La console, sospinta anche da 16kbit di memoria RAM, 16 kbit di memoria video, da un processore video Texas Instruments TMS9928A e uno audio Texas Instruments SN76489, fu finalmente lanciata sul mercato giapponese il 15 luglio 1983 (lo stesso giorno del rivale Nintendo Famicom!).

Dopo qualche anno di modesti successi nel 1985 Sega decise di espandersi anche in Australia, Europa e Sudafrica. Il concetto di una macchina da giochi a cartuccie era di grande interesse industriale e date le buone possibilità di guadagni con la vendita di giochi iniziarono a spuntare molti cloni, come l’Othello Multivision della Tsukada Original e il Telegames Personal Arcade (che poteva far girare sia i giochi Colecovision che quelli SG-1000).

Continua »

Sensible Soccer: un mito del calcio videoludico

un mito calcistico

Il settore dei videogames calcistici è uno di quelli che da sempre ha dominato la scena videoludica, con la presenza di titoli memorabili e altri meno riusciti. Uno di quelli che sono rimasti sicuramente impressi nella memoria di un gran numero di fan è Sensible Soccer, sviluppato dalla Sensible Software e uscito inizialmente per Amiga e Atari ST nel 1992. Non certo straordinario per qualità grafica, il gioco si distingueva per la sua visuale a volo d’uccello, derivato dall’esperienza di Microprose Soccer per Commodore 64 (titolo sempre sviluppato dai Sensible). L’impatto visivo iniziale era in effetti poco brillante, con i giocatori realizzati un po’ in stile subbuteo. La visuale, molto distante dal campo, presentava infatti degli sprite molto piccoli, certamente ridicoli se paragonati alle riproduzioni attuali. Ma ovviamente a quei tempi non si poteva certo richiedere la grafica fotorealistica e la somiglianza con i giocatori che si pretende oggi.

Continua »

Playpower e il sogno videoludico a 8 bit da 10 euro

il sogno videoludico a 10 euro

Il passato videoludico è costellato di stelle luccicanti che si sono imposte all’attenzione del mondo. Fra queste si ricorderà con piacere quella a 8-bit del Nintendo Famicom, piattaforma per videogiochi uscita in Giappone nel luglio 1983 e poi diffusa nel mondo americano (col nome di Nintendo Entertainment System o NES) nell’ottobre 1985, e alla fine anche in Europa a partire dal settembre 1986. Il clamore di quella storica console fece da stimolo alla nascita delle prime storiche software house e delle franchise più floride (Donkey Kong, Mario Bros, Pinball ecc). A quasi ventisei anni di distanza il successo della console (e dei suoi cloni) prosegue ancora grazie allo scadere dei brevetti ventennali Nintendo (ormai liberi a tutti per l’uso commerciale) e all’interesse per soluzioni a basso costo nel sud-est asiatico.

Continua »

La rivoluzione a basso costo dei PIC

Lo storico successo dei PIC

L’evoluzione delle tecniche computazionali e di processamento dati moderne ha radici profonde nello sviluppo della tecnologia di processori sempre più complessi che si sono succeduti a ritmi forsennati nell’ultimo ventennio. Ma quello che viene ricordato come il primo microcontrollore programmabile a basso costo è il PIC (Peripheral Interface Controller), acronimo noto in ambiente elettronico per la sua semplicità, occupazione limitatissima di spazio e basso costo.

Continua »

Pc Junior: impariamo Windows 95

sala comandi

Correvano gli anni in cui Microsoft sarebbe entrata davvero nelle abitazioni di tutti con l’innovativo Windows 95 e, di pari passo, aumentò anche il settore pubblicistico dedito all’argomento.

Allora imparare Windows 95 significava entrare in un mondo che per coloro che non lo conoscessero già per professione o per una particolare passione non era affatto semplice, e soprattutto occorreva abituare le nuove generazioni fin dai loro primi anni di vita ad utilizzare un computer.

Continua »

Il Fujitsu Micro Marty: un grande flop hardware

flop hardware

FM Towns era una variante ai PC classici, che fu costruita dalla giapponese Fujitsu dal febbraio 1989 fino all’estate del 1997. Il nome FM Towns era la combinazione di tre parole: “Fujitsu Micro” per rappresentare il produttore giapponese e “Towns“, parola simbolo del progetto. Towns fu derivato eliminando (per semplicità di pronuncia) una lettera da Townes, il nome in codice del progetto durante lo sviluppo. Questo nome era stato dato, come consuetudine in Fujitsu in omaggio a Charles Hard Townes, uno dei vincitori del premio Nobel per la Fisica nel 1964 e professore al Massachusetts Institute of Technology (MIT), Cambridge, Massachusetts, USA. Towns era iniziato come un progetto per le applicazioni multimediali e i giochi PC, ma in seguito fu modificato per renderlo compatibile con i normali PC.

Con scelte multimediali molto spinte, il FM Towns era un sistema avanzatissimo per l’epoca basato su un processore Intel 80386DX a 16 MHz e con l’innovativa opzione di video overlay a diverse risoluzioni (così che si potessero leggere i minuscoli caratteri ad alta risoluzione su un gioco a più bassa risoluzione), ma il pubblico non lo consacrò mai come un successo. Neppure la release di una versione portatile (FM Towns II) e il supporto esclusivo dato dai popolari giochi Ultima riuscì a far esplodere la passione al di là dello status di computer di nicchia. Alla fine il Towns perse molti dei suoi elementi unici quando fu aggiunta la modalità DOS/V (un clone dei PC classici con DOS e supporto per la lingua giapponese) e Fujitsu decise di chiudere la produzione di hardware specifico per l’FM Towns e concentrarsi sui cloni dell’IBM PC, che molti produttori giapponesi iniziarono a produrre in massa dalla metà degli anni novanta.

Continua »

The Chaos Engine: grande shooter Amiga

The Chaos Engine

La Bitmap Brothers era una software house britannica fondata nel 1987, molto conosciuta nel periodo della fine anni 80 e inizio anni 90. Famosa già per lo sparatutto Xenon del 1988 e poi per titoli come Speedball 1 e 2, raggiunse forse il suo apice con lo shooter The Chaos Engine, pubblicato dalla Renegade Software in versione Amiga nel febbraio 1993. Steve Cargill, Simon Knight, Dan Malone, Eric Mathews e Mike Montgomery si occuparono della parte grafica e del codice, mentre Joi compose il tema musicale iniziale e Richard Joseph realizzò il resto del comparto audio.

Continua »

Geocities, l’icona della crescita sociale di Internet negli anni 90

comunità virtuale degli anni novanta

Pochi giorni fa un annuncio shock ha fatto tremare molti appassionati del mondo informatico memori della grande ascesa di Internet negli anni novanta. Yahoo ha annunciato che lo storico marchio GeoCities chiuderà presto e già da ora non accetta più nuovi iscritti.

GeoCities nacque nel 1994 dalle menti di David Bohnett e John Rezner con il nome di Beverly Hills Internet, come una piccola società californiana di hosting e sviluppo. Nessuno poteva immaginare il futuro del Web, ma già allora le intuizioni dei giovani programmatori americani erano brillanti. Nel 1995 la BHI rese pubblico il suo sistema di contenuti Web “sociali” a cui avrebbero in seguito contribuito migliaia di utenti. In quella che divenne nel tempo una vera e propria comunità virtuale vennero organizzati sei vicinati divisi per passioni: “Colosseum” (sport), “Hollywood” (film e TV), “RodeoDrive” (shopping), “SunsetStrip” (rock), “WallStreet” (economia e finanza) e “WestHollywood” (comunità gay).

Continua »

E.T., flop clamoroso per Atari

videogioco E.T.

Nel luglio del 1982, circa un mese dopo il debutto cinematografico di E.T., l’Atari ottiene la licenza per la realizzazione dell’omonimo videogioco, prevedendone l’uscita nel periodo natalizio dello stesso anno.

Tuttavia, il titolo in questione non ottenne affatto il successo sperato: anzi; ancora oggi, dopo oltre 25 anni dal suo debutto commerciale, viene da molti ricordato come uno dei peggiori videogiochi della storia.

Le cause di un tale insuccesso sono state diverse.

Continua »

Lionheart, meraviglioso platform per Amiga

Lionheart, platform Amiga

Il periodo degli anni 90 nel quale l’Amiga dominava il settore videoludico è ricco di videogame eccellenti, alcuni dei quali creati da software house forse poco conosciute ma sicuramente di enorme talento. Una di esse è stata la tedesca Thalion Software, fondata nell’ottobre 1988 a Gütersloh, in Germania, da Erik Simon e Holger Flöttmann. I programmatori del team erano davvero bravi, ma le vendite dei loro videogames purtroppo non risultarono soddisfacenti, così Thalion Software fu costretta a dichiarare bancarotta. Successivamente, Flottmann fondò un’altra software house, la Ascaron (a sua volta recentemente incorsa in gravi problemi finanziari e ora sotto amministrazione controllata).

Continua »

Aviator, il primo simulatore di Geoff Crammond

aviator

Geoff Crammond è considerato una specie di divinità fra i programmatori della vecchia guardia. L’ultimo suo lavoro (Grand Prix 4) risale ormai al 2002 e fra progetti cancellati (Stunt Car Racing Pro) e porting su console mai realizzati, la sua figura è ultimamente un po’ in ombra. Molti anni fa era simpaticamente chiamato “Greta Garbo”: niente a che vedere con il suo aspetto fisico, piuttosto si voleva sottolineare la sua “natura superiore” e l’atteggiamento snob da programmatore solitario che portava avanti per anni i suoi progetti con maniacale cura.

Sebbene la notorietà se la guadagnerà più tardi con i suoi simulatori di guida, l’avventura di Crammond in ambito videoludico inizia già nel 1981, quando realizzò Super Invader, una conversione non ufficiale di Space Invaders per BBC Micro.

Continua »

Green House, un indimenticabile game & watch

Green House

Molti ricorderanno la sezione “multi screen” come la più prolifica dei Game & Watch, serie di giochi elettronici realizzata da Nintendo tra il 1980 e il 1991.

Nella medesima sezione si colloca Green House, uno fra i giochi più divertenti e di maggior successo, con un volume di vendita superiore al milione di unità.

Continua »

Pinball Dreams: il flipper più divertente

Pinball Dreams

Il flipper è un gioco di abilità, di origini americane, molto diffuso a partire dagli anni cinquanta, soprattutto in bar e locali pubblici. Il termine flipper deriva dalle piccole pinne (flippers) comandate da pulsanti esterni, tramite le quali il giocatore può colpire una biglia d’acciaio mirando a bersagli o bonus posti su un piano inclinato coperto da un vetro trasparente. Per sua natura, si tratta di uno strumento da gioco ingombrante, che necessita di molto spazio e di difficile riproduzione in un videogame.

A causa di questi motivi, nel settore videoludico il flipper non ha mai avuto un grande successo. Questo almeno fino al 1992. Quell’anno infatti la software house svedese Digital Illusions CE (divenuta in seguito famosa per la serie Battlefield) creò su Amiga Pinball Dreams, un videogioco di grande livello, sia in termini di grafica che, soprattutto, per quanto riguardava la riproduzione della fisica della pallina.

Continua »

Chequered Flag, la Formula 1 su ZX Spectrum

chequered flag

Chequered Flag fu programmato da Steve Kelly per la Psion Software (la stessa azienda che lanciò il famoso organizer) e pubblicato dalla Sinclair Research nel 1983. Oltre ad essere stato il primo gioco di guida per ZX Spectrum, è considerato uno delle primissimi titoli a poter vantare un certo livello di simulazione dello sport motoristico su home computer.

Il gioco ha una visuale in prima persona, dal punto di vista del pilota. È possibile scegliere fra dieci tracciati e tre differenti monoposto dai nomi improbabili: la McFaster Special, la Psion Pegasus e la Ferretti Turbo; le vetture differiscono in sostanza solo per la presenza o meno di un cambio automatico che fornisce un aiuto nella guida rinunciando alle prestazioni pure.

Continua »