Archivio di Aprile 2009

Superpaint, un primitivo software grafico

SuperPaint

Superpaint, pioneristico software grafico, celebra la propria comparsa nell’aprile del 1973 come risultato finale di un progetto nato dalla collaborazione fra Alvy Ray Smith e Richard Shoup, due ambiziosi ricercatori della Xerox PARC.

Fra i primissimi programmi di computer grafica e video digitale ad utilizzare un frame buffer (ovvero una speciale memoria ad alta velocità della scheda video) è un vero e proprio precursore nel suo campo.

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Bang & Olufsen Beogram 1200, gira il disco con stile

beogram 1202

Riponete per un momento il vostro iPod e lasciatevi prendere dall’emozione di sentir girare un vinile.

Probabilmente ai più giovani di voi manca del tutto questo tipo di esperienza se non avete almeno curiosato fra gli LP di qualcuno più attempato.

Il vinile sembrava morto pochi anni fa ma grazie agli audiofili, ai nostalgici, ai collezionisti, e soprattutto agli amanti del vintage, sta indubbiamente vivendo una nuova giovinezza e le vendite di 33 giri (ristampati) sono tornate a salire.

Se volete riscoprire il calore del suono analogico, quello che presentiamo oggi è un giradischi che ha fatto storia a sè, probabilmente non il migliore in senso assoluto ma, a parer mio, il più bello: il Beogram 1200 della danese Bang & Olufsen.

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Faraon, padroni dell’Antico Egitto

faraon

Faraon era uno strategico/manageriale in tempo reale prodotto da Impressions Games e pubblicato da Sierra nel 1999, appartenente alla rinomata serie Cesar: ci sono le stesse meccaniche di gioco, seppur con alcune differenze a cominciare dall’ambientazione.

Dal punto di vista visivo la grafica è leggera e piacevole, richiamando in tutto e per tutto la cultura egiziana. Anche il sonoro non è da meno e va a completare l’ambientazione, creando l’atmosfera giusta per immergerci nel lontano regno dei faraoni.

La struttura di gioco si articola in cinque periodi storici: pre-dinastico, arcaico, vecchio regno, regno di mezzo e nuovo regno. Ogni livello (intervallato da un video di presentazione) è composto da vari scenari superabili attraverso il raggiungimento di alcuni obbiettivi principali.

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Pitfall e la nascita del genere platform

Pitfall e la nascita del genere platform

Nel 1982 Activision non era certo il colosso che è poi diventato nel corso degli anni, ma una semplice software house che muoveva i primi passi nel mondo dei videogames, un settore per forza di cose ancora limitato e poco conosciuto al grande pubblico. Proprio quell’anno però, il team americano mise a segno la pubblicazione di uno dei più importanti videogame per l’epoca: Pitfall, che rimase in vetta alle classifiche statunitensi per ben 64 settimane. Il gioco riuscì a vendere oltre quattro milioni di copie, un risultato davvero straordinario, se consideriamo le dimensioni modeste dell’industria dei videogiochi di quegli anni.

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Superfrog, un titolo Amiga memorabile

Superfrog

Durante il corso del 1993, mentre si considerava la possibilità di una conversione per Amiga del fortunato Sonic, la nota software house Team 17 raccolse la sfida pubblicando Superfrog, titolo decisamente significativo nell’ambito della storia video-ludica.

Il gioco, un “classico” platform dallo scorrimento sorprendentemente fluido, soddisfò l’intenzione di partenza dei propri ideatori, imponendosi in breve tempo sul mercato e sfidando i prodotti concorrenti.

Superfrog si apre con un’avvincente animazione realizzata da Eric W. Schwartz, la quale riassume brevemente la trama e lo scopo del gioco stesso: vestendo i panni di un aitante cavaliere trasformato in ranocchio, la missione del giocatore consiste nel salvare la bella principessa rapita da una malvagia strega.

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Moon Patrol, la pattuglia lunare di Irem

moon patrol

L’attività della giapponese Irem come produttore di videogame arcade inizia verso la fine degli anni ‘70 in modo tutt’altro che brillante. Quando ancora la società era denominata IPM, si fece conoscere con il pessimo clone “IPM Invader”, tristemente noto come “lo Space Invaders dei poveri”.

La musica cambiò decisamente negli anni ‘80 quando la nuova Irem (International Rental Electronics Machines) sfornò una serie di capolavori come Moon Patrol (1982), Kung-Fu Master (1984) e R-Type (1987).

Dopo l’ottimo Bomber Man (1991), la Irem attraversò un periodo difficile fino ad essere acquisita da Eizo (il produttore di monitor). Come sussidiaria di Eizo, la Irem Software Engineering è tuttora impegnata nello sviluppo di videogiochi per Playstation.

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IBM 5110 - Lo strano concetto di portabilità

IBM 5110

La IBM lo vendeva come computer portatile, certo agli inizi dell’era informatica i computer portatili erano pesantucci, ma certo non arrivavano ai 35 kg dell’IBM 5110.

Anche il prezzo risultava molto lontano dai prezzi di altri computer destinati al pubblico, infatti si aggirava sui 15.000 dollari

Entrato in commercio nel 1978 era il successore dell’IBM 5100, rimase in commercio per 3 anni. Era dotato di un monitor 5 pollici in bianco e nero (come quello degli altri modelli portatili dell’epoca) con una risoluzione di 64 caratteri per 16 linee. Poteva utilizzare due driver, uno interno e uno esterno per supporti a nastro magnetico in grado di memorizzare fino a 204 KB, opzionalmente poteva essere anche dotato di uno o due floppy disk da 8 pollici che espandevano la capacità di memorizzazione totale oltre i 4 MB.

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BC Kid, riuscito porting di un platform game per Amiga

BC Kid

Fra i numerosi porting per Amiga, molti dei quali reputati mediocri dagli stessi giocatori, BC Kid merita di essere ricordato, senza ombra di dubbio, come una delle conversioni maggiormente riuscite e apprezzate.

La versione per Amiga, sviluppata dalla statunitense Factor 5, è assolutamente fedele all’originale per PC Engine e, sotto certi aspetti, forse addirittura superiore.

BC Kid è, in sostanza, un platform game originale e divertente. Il giocatore, rivestendo i panni di un simpatico bambino che si fa largo fra i nemici a suon di “testate”, dovrà avanzare fra i vari livelli di gioco senza dimenticare di raccogliere gli eventuali “power-up” in grado di rinforzare il protagonista e di conferirgli particolari abilità.

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LCD Solarpower: i giochi solari targati Bandai

LCD SolarPower Bandai

Come risulta dai dati di vendita, il settore delle console e dei videogame portatili sta vivendo in questi ultimi anni un vero e proprio boom economico e di interesse da parte del pubblico. Il Game Boy prima, il Nintendo DS e la PSP ai giorni nostri hanno infatti raggiunto standard qualitativi di alto livello e vantano giochi eccellenti. Ma questo specifico segmento videoludico vanta origini ben più lontane e, per certi versi, un po’ oscure.

Alcuni dei giochi portatili più interessanti sono datati 1982, quando Bandai Electronics (ancora ben lontana dalla fusione con Namco) lanciò una serie di videogame, denominati LCD Solarpower, che funzionavano grazie all’energia fornita dal sole o dalla luce elettrica, “recepita” da alcune cellette.

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International Soccer, l’imperdibile gioco di calcio per Commodore 64

International Soccer, il calcio C64

Nel lontano 1983 la Commodore, per sfruttare l’enorme popolarità del calcio, decise di lanciare sul proprio computer C64 un videogame dedicato a questo sport e questo divenne immediatamente un must per gli appassionati.

Primo vero titolo calcistico ad essere basato su un efficace concetto di realismo, International Soccer conquistò davvero una larga fetta di appassionati, disposti a comprare il computer Commodore solo per potervici giocare.

Creato in un anno di lavoro dall’inglese 23enne Andrew B. Spencer (autore anche dell’altrettanto piacevole International Basketball), il gioco era scritto totalmente in linguaggio Assembly ed era ispirato al calcio Intellevision, ma risultava molto, molto più coinvolgente, impegnativo e realistico.

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SEGA Monaco GP

sega_monaco_gp

“SErvice GAmes of Japan”, meglio nota come SEGA si era già guadagnata il successo mondiale nella seconda metà degli anni ‘60 con Periscope, un coin-op elettromeccanico che simulava un sommergibile, concetto ripreso dalla Midway e sfociato in Sea Wolf.

Nel 1979 gli asset americani della compagnia vennero acquistati da Bally (che possedeva già la Midway) e ci fu la fusione con Gremlin (il produttore californiano di arcade, da non confondere con l’omonima software house britannica). Dopo questo riassetto societario, l’avventura di SEGA nel mondo videoludico poteva finalmente cominciare.

Il debutto avvenne in grande stile con Monaco GP, rilasciato sotto etichetta SEGA/Gremlin e disponibile in tre diversi cabinet: standard, cocktail table, e il mastodontico “deluxe” che, come aveva già fatto Atari, permetteva al giocatore di accomodarsi alla guida in un vero e proprio abitacolo.

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Kenbak-1, il primo personal computer

Kenbak-1

Il Kenbak-1, designato dal “Computer History Museum” e dall’”American Computer Museum” come primo “personal computer” al mondo, fu, più precisamente, la prima macchina stored-program (ovvero basata sull’architettura di von Neumann) e ideata per l’uso personale disponibile in commercio.

Progettata principalmente per scopi educativi da John Blankenbaker della Kenbak Corporation nel 1970, fece la propria comparsa l’anno seguente ad un convengo di insegnanti della scuola secondaria e fu venduta al prezzo unitario di 750 $.

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Frodo: emulatore Commodore 64 multipiattaforma

l'arte dell'emulazione del Commodore 64

Il Commodore 64, uscito nell’agosto 1982 e vissuto fino all’aprile 1994, raggiunse l’incredibile numero (per l’epoca) di di 30 milioni di pezzi venduti conquistando, all’apice delle sue fortune, un market share del 40% e quasi 5 milioni di pezzi prodotti l’anno.

Passata la stagione dei fasti, del Commodore 64 ci rimangono i ricordi, i manuali che descrivevano i suoi processori grafico VIC-II e sonoro SID e, forse, ancora qualche esemplare inscatolato nel solaio di casa.

Ma non per questo si deve dire fine al divertimento di un tempo con classici videogame come Donkey Kong, Ghostbusters, Emlyn Hughes International Soccer, ecc. Gli sforzi di un ragazzo tedesco amante di questa piattaforma, Christian Bauer, hanno infatti dato vita ad un emulatore che oggi fa parlare molto di se: Frodo.

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Lo straordinario successo di Defender of the Crown

Defender of the Crown

La Cinemaware era una software house americana molto nota una ventina di anni fa, grazie ai suoi videogame, che, per l’epoca, erano davvero bellissimi da vedere. Il suo titolo più famoso e di successo è stato Defender of the Crown, uno dei primi giochi strategici ad imporsi al grande pubblico.

Il grande successo Cinemaware del 1986 ancora oggi suscita piacevoli ricordi negli utenti di quel tempo e, chi volesse ripercorrerne le orme o rinfrescarsi la memoria, sul sito Cinemaware è disponibile la versione originale riprogrammata in Flash, liberamente giocabile su PC.

Ambientato nell’Inghilterra del XII° secolo, il gioco consentiva di impersonare quattro aspiranti al trono, che, in assenza del legittimo re Riccardo Cuor di Leone (impegnato nella Crociata), si disputavano la corona britannica. Wolfric il selvaggio, Wilfred di Ivanohe, Cedric di Rotherwood e Geoffrey Longsword: questi erano i nomi dei quattro nobili cavalieri inglesi che si contendevano la conquista dell’isola inglese, ognuno partendo da un proprio feudo.

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Rally-X, un successo mancato per Namco

rally-x

Dopo aver spopolato con Pacman, Namco nel 1980 sfornò Rally-X, un altro capolavoro basato sull’identico hardware e con un game-play simile sotto molti aspetti a quello del suo cugino giallo mangia-palline.

In Rally-X, il giocatore controlla un’automobilina blu all’interno di un labirinto, con lo scopo di raccogliere 10 bandierine gialle (tanto care a Namco) prima di esaurire il carburante.

L’auto si avvia automaticamente nella direzione in cui è spinto il joystick e l’urto con una parete le farà semplicemente invertire la marcia e continuare come se nulla fosse.

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Turrican, l’inimitabile shoot’em’up per Commodore 64

l'inimitabile shoot'em'up

La grande epopea videoludica del Commodore 64, ancor oggi uno dei più famosi computer della storia, si è basata su tanti eccellenti titoli che vi hanno trovato “ospitalità”. Se molti sono stati i giochi famosi in termini di popolarità, forse il migliore in assoluto nel settore grafica e sonoro è stato Turrican, realizzato nel 1990 dal geniale programmatore tedesco Manfred Trenz.

Specializzatosi inizialmente nella realizzazione di cloni di titoli originali tutti di grandissima qualità (Great Giana Sister, Katakis) e per cui ebbe spesso problemi di copyright, Trenz decise alla fine di mostrare il proprio talento su un nuovo concetto: Turrican, uno shoot-em-up caratterizzato da grafica incredibile, giocabilità immediata e livelli vastissimi.

Il gioco che fece epoca era un platform popolato da tantissimi nemici e con un enorme numero di armi potenziabili, che sul C64 dimostrò delle potenzialità grafiche ritenute fino a quel momento impossibili per l’8 bit Commodore.

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Mark-8, il microcomputer “Fai-da-te”

Mark-8

Nel luglio del 1974, la rivista americana Radio Electronics Magazine appassionò i propri lettori con la pubblicazione di una guida relativa alla costruzione casalinga di un microcomputer, il Mark-8, per la ragionevole cifra di 300 dollari.

Sviluppato da Jonathan Titus, giovane ingegnere della Blackburg, si tratta di un kit (o meglio, di un progetto, visto che gli stessi pezzi necessari alla sua realizzazione erano da ricercarsi separatamente) privo di alimentatore, monitor, tastiera e interfaccia di backup; prevedeva l’impiego del microprocessore a 8 bit Intel 8008 e l’utilizzo di una memoria RAM pari a 256 bytes, estensibile fino a 16 Kbit.

Per costruire il Mark-8, l’utente avrebbe dovuto innanzitutto acquistare, dalla stessa Radio Electronics, il manuale completo e comprensivo di 48 pagine di istruzioni dettagliate.

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Color TV Game: la prima console Nintendo

Color TV Game 6

Dopo aver fatto il suo ingresso nel mercato dei giochi elettronici nel 1975 dedicandosi alla vendita della console Magnavox Odyssey, Nintendo si prepara per entrare a tutti gli effetti nel settore, progettando e poi realizzando la sua prima console per videogiochi: il Color TV Game.

Questa console, la cui periferica video era il televisore, fu commercializzata esclusivamente sul mercato giapponese a partire dal 1977. Era prevista una versione anche per gli USA ma non fu mai portata a termine.

Del Color TV Game ne furono realizzate nel corso degli anni vari modelli differenti: il Color TV Game 6 (vedi immagine) che diede l’incipit alla serie conteneva sei versioni di Light Tennis, un gioco ispirato all’allora popolare PONG di Atari.

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Dragon’s Lair, il laser game più famoso

Dragon's Lair

Sebbene il 1983 venga spesso ricordato per la crisi del mercato videoludico, fu anche l’anno che vide l’uscita di Dragon’s Lair, uno dei primi arcade ad usare il nuovo formato Laserdisc e, senza ombra di dubbio, il più acclamato fra gli stessi Laser Games.

In effetti, il gioco incassò oltre 32 milioni di dollari negli otto mesi successivi al suo lancio e si stimò che il guadagno medio di un cabinet di Dragon’s Lair si aggirava intorno a 1400 $ settimanali, vale a dire una cifra dieci volte superiore rispetto ai ricavi di un qualsiasi altro coin-op dell’epoca.

Il punto di forza Dragon’s Lair fu certamente la grafica animata, straordinaria e inconsueta per i primi anni ‘80, curata dall’ex impiegato della Disney Don Bluth, produttore del gioco stesso insieme a Cinematronics e RDI Video Systems.

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Cray-1, il primo supercomputer

Cray-1

Il primo grande successo nella progettazione di quei complessi calcolatori, conosciuti come super-computer, è da attribuire indubbiamente al Cray-1, sviluppato nel 1976 dalla Cray Research del Minnesota.

Sostanzialmente, si trattava di una macchina con una potenza senza pari e con una mole tale da esortare Seymor Cray, direttore del team di progettisti, a ideare un particolare sistema di raffreddamento al Freon (il CDC6600 Freon-cooling system) per dissipare le enormi quantità di calore prodotte ed evitare la plausibile fusione.

Il CRAY-1 offriva, di fatto, prestazioni impensabili per l’epoca: aveva una potenza di 160 megaflops, ovvero era in grado di eseguire 160 milioni di operazioni floating-point al secondo, e possedeva una memoria principale di 8 megabyte.

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